“Celebrare una Vara con sobrietà”: la proposta di Rella

Maurizio Rella

Una vara sottodimensionata, una processione ridotta, nel segno di un moderata partecipazione agli eventi delittuosi verificatesi nel mondo a causa del terrorismo.

È la proposta avanzata dal consigliere comunale di “Cambiamo Messina dal Basso”, Maurizio Rella, che interviene così a sedare la querelle sorta tra Comune, gruppo Franza e il suo movimento di appartenenza: “Nulla come il gesto del donare spontaneamente nobilita il genere umano e ciascun dono dovrebbe ispirare esclusivamente sentimenti di gratitudine in colui che ne è il destinatario. E pazienza se alle volte non si tiene a mente il monito evangelico, “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”, dando invece ampia risonanza alla propria generosità: si tratta in fondo di una questione di stile e come è noto lo stile ad alcuni difetta. Pazienza pure se ci si inventa, nell’intento di porre riparo ad una onta che si sarebbe subita, la donazione sotto condizione. Ciò che non è davvero tollerabile, è che a rendersi protagonista di questo tira e molla, su una donazione che – ricordiamolo – dovrebbe rendere onore alla Santa patrona della nostra città, nel giorno della sua celebrazione, sia l’ingegnere Franza, azionista di maggioranza della Caronte Tourist. Un impresa che, traendone enormi profitti, ha messo e continua a mettere in ginocchio Messina, infliggendole attraverso la ferita della rada san Francesco, l’oltraggio di un traffico di mezzi pesanti che senza soluzione di continuità. Un’impresa che, assecondata da una politica servile, ha condizionato la crescita e lo sviluppo dell’intera città, compromettendone un importante segmento. Questi ad ogni modo sarebbero, diciamocelo con tutta franchezza, tempi assai poco consoni alla gioiosa, colorata e rumorosa celebrazione pirotecnica della nostra Maria. I tragici bollettini di morte che ogni giorno ci pervengono dal medio oriente ed il rispetto nei confronti delle vittime dei massacri che colpiscono ormai anche il cuore dell’Europa, non si addicono a una atmosfera di festa. Personalmente – e immagino che anche la Curia non possa che concordare – rinuncerei al tradizionale momento dello spettacolo dei fuochi d’artificio, a favore di una partecipata e silenziosa processione illuminata solo dalla fede, per chi ne ha, e da semplici candele a rappresentare la speranza che dovrebbe accomunarci tutti. I fondi destinati allo spettacolo, troverei doveroso devolverli a vantaggio di quella parte sempre più ampia della cittadinanza che vive in condizioni di disagio. Comunque la si pensi, una risposta al signore di cui sopra, da messinese e da consigliere comunale quale mi onoro di essere, la vorrei dare. La mia proposta è che il sottoscritto – e come me non solo tutti i consiglieri comunali, ma anche gli assessori ed il Sindaco, che un impegno del genere mi sembra di ricordare l’avessero preso con la cittadinanza in campagna elettorale – stabiliscano di devolvere alle celebrazioni della Madonna della Lettera i propri gettoni di presenza, o una parte della propria indennità relativi al mese di agosto, sollevando l’intera città dall’obbligo di provare gratitudine nei confronti di chi da decenni, non fa altro che violarla”.

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