Verde Pubblico, IV Circoscrizione: “Chi ha sbagliato paghi”

alberoTra i settori in cui l’amministrazione comunale ha mostrato maggiori lacune vi è senz’altro quello della manutenzione del verde pubblico. Nei mesi scorsi, gli interventi su alberi e aiuole sono finiti più volte sono finiti più volte sotto i riflettori di consiglieri comunali e di circoscrizione, fino alla lettera – sfogo dell’agronomo esperto del Sindaco Alessandro Giaimi che ha puntato il dito contro le tecniche con cui si pratica la potatura degli arbusti.

In particolare, la IV Circoscrizione aveva più volte ribadito la necessità di affidare, qualora non fosse possibile internalizzarlo, la cura del verde pubblico a ditte specializzate e di prevedere all’interno di Palazzo Zanca figure altamente specializzate. E adesso il Quartiere denominato “Centro Storico” concede l’ultimatum al Sindaco Accorinti, attraverso una delibera/interrogazione votata ieri pomeriggio per far rettificare e ottimizzare le attività di gestione del Dipartimento Verde Pubblico-Arredo Urbano e, infine, evitare un eventuale danno economico per il Comune. “Il Consiglio – si legge nella delibera – ritiene non più tollerabile  che il verde pubblico sia gestito con tale approssimazione e negligenza”.

La IV Municipalità, presieduta da Francesco Palano Quero, aveva più volte chiesto lumi all’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua sui singoli interventi, invitandolo anche a convocare un tavolo tecnico per la programmazione delle potature. Richieste mai ascoltate dal rappresentante della Giunta Accorinti.  In accordo con l’esperto del Sindaco Giaimi, gli stessi consiglieri hanno stigmatizzato gli interventi di capitozzatura eseguiti sugli arbusti. Una procedura che danneggia le piante e che per la quale la Società Italiana di Arboricoltura  lo scorso mese di settembre ha presentato un esposto alla Corte dei Conti contro il Comune di Bagnolo Mella che aveva affidato a semplici volontari le operazioni di potatura, poi eseguite con la tecnica della capitozzatura, ritenendo quest’ultima “pratica esecrabile che provoca gravi ferite alla pianta e la rende più pericolosa nel lungo periodo”.

Il Consiglio circoscrizionale chiede, dunque, a Palazzo Zanca di procedere tempestivamente alla sospensione degli affidamenti del servizio di potatura attualmente in atto, senza aver prima sciolto ogni riserva sulle future tecniche da utilizzare, individuando al contempo  responsabilità ed eventuali disservizi nella pratica di gestione delle potature  attivando altresì le previsioni normative e regolamentari in tema di responsabilità dirigenziale, di potenziale danno erariale e attivando infine eventuali meccanismi sanzionatori per le figure. “Si determina infine – spiega la delibera – ad adire autonomamente la Corte dei Conti, con la contestuale trasmissione della documentazione di cui in narrativa, al fine di approfondire le responsabilità contabili e il derivante danno per le casse comunali laddove l’amministrazione comunale non dovesse in tempi celeri – a seguito della presente deliberazione – attivarsi analogamente ovvero laddove in seguito alla presente deliberazione dovesse proseguire nella gestione delle potature e del verde pubblico non variando modalità operative e non attivando le misure correttive”.

 

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