Terzo livello. De Luca ad Accorinti: «Non riusciva a gestire o controllare nulla»

Consegna fascia sindaco di Messina fra Renato Accorinti e Cateno De Luca - 01Botta e risposta tra il sindaco Cateno De Luca e il primo cittadino uscente Renato Accorinti, sulle circostanze che hanno portato all’arresto di Emilia Barrile, ex presidente del Consiglio comunale e le conseguenze dell’operazione “Terzo livello”.

Accorinti aveva espresso un duro parere sulla questione sottolineando come l’esecuzione di queste 13 misure cautelari (più 7 indagati a piede libero), fosse l’ennesima dimostrazione dei problemi di Messina, definendola “città malata”, e – seppur sollecitando un cambio culturale – aveva colto l’occasione per menzionare i trascorsi giudiziari del nuovo primo cittadino.

La risposta di Cateno De Luca non si è fatta attendere, la riportiamo di seguito integralmente.

«Accorinti ancora una volta dimostra di “non aver compreso il fatto“. Se è vero quel che sostiene l’accusa, il Sindaco uscente non riusciva a gestire né a controllare nulla: né le partecipate, né i dirigenti e tanto meno i concorsi e le selezioni. L’amara conclusione è che quando un Sindaco non fa percepire la sua autorevolezza e la sua preparazione, prevalgono malaffare, malapolitica e scambi di favori tra consiglieri e dirigenti.

Penoso anche il tentativo di Accorinti di scaricare le persone da egli stesso nominate ai vertici delle società partecipate. Ci consola solo il fatto che, anche questa volta, i cittadini con il loro voto abbiano anticipato le mosse della Magistratura a cui va, lo ribadiamo, il nostro sincero apprezzamento».

Accorinti, nelle sue dichiarazioni, ha messo in causa anche il processo giudiziario che sta coinvolgendo il Sindaco. Dalle sue affermazioni scaturisce la dura replica di De Luca.

«Per quanto riguarda le mie vicende giudiziarie, continuerò a difendermi nelle aule del Tribunale esercitando tutti i diritti che la nostra Costituzione e le leggi vigenti riconoscono ad ogni cittadino. D’altra parte, conoscere la legge è il presupposto per rispettarla, sia come imputato, che come Sindaco. Altrimenti bisogna affidarsi a chi la conosce o ti dice di conoscerla con tutti i rischi conseguenti.

Da oltre un mese, infatti, siamo costretti ad inseguire emergenze derivanti da scelte strampalate, inefficaci ed antieconomiche, frutto di cinque anni di decisioni improduttive se non dannose per la città. Una cortina fumogena, frutto di “stampa tollerante” ed opposizione inesistente, ha consentito ad Accorinti ed ai suoi ‘badanti’ di tirare a campare. Però, come si dice da queste parti, dopo che si quaglia la neve, si vedono i buchi».

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