Strade danneggiate dalle radici e pulizia dei tombini: a che punto siamo?

images_Foto_Caffo_Alberi_pericolosi_circonvallazioneLo stato degli interventi di ripristino del manto stradale, danneggiato dalle radici degli alberi sulla Circonvallazione e la pulizia dei tombini, al fine di evitare allagamenti in vista delle imminenti piogge autunnali: questi i punti all’ordine del giorno della VII Commissione consiliare presieduta dal consigliere comunale, Carlo Cantali, che si è riunita stamani a Palazzo Zanca.

Nel corso della seduta, cui hanno preso parte l’assessore ai Lavori Pubblici, Sergio De Cola, e il dirigente alla manutenzione strade e impianti, Antonio Amato, è stato evidenziato che sono stati già spesi 150mila euro per la realizzazione delle strisce segnaletiche e 160mila euro per la realizzazione del “progetto pilota” sulla Panoramica dello Stretto, che prevedeva la collocazione in via sperimentale dei cosiddetti “granchi” per valutare gli effetti a lungo termine di questi interventi; per i 900mila euro destinati dal Consiglio comunale con i fondi Tasi, nel giugno scorso, è stato invece effettuato un bando di gara per la realizzazione di interventi che saranno eseguiti in ordine di pericolosità del dissesto del manto stradale, che verrà indicato dai tecnici  competenti.

Il presidente Cantali ha poi chiesto al dirigente Amato quale importo finanziario necessita per ultimare definitivamente i lavori ed il dirigente ha previsto un milione e 600mila euro.

Per quanto riguarda la pulizia dei tombini, invece, sono stati stanziati 550mila euro impegnati in tre appalti: il primo di 80mila euro per la pulizia dei canali di scolo cittadini; il secondo che prevede interventi nella zona sud della città; e il terzo nella zona nord, dove sono stati già eseguiti i primi interventi in 500 tombini ricadenti nelle zone di Ganzirri, Annunziata e Giostra.

Al termine della riunione il presidente Cantali ha convocato per la prossima settimana un incontro per definire la mappatura degli impianti di illuminazione cittadina, che risultano carenti in diverse zone del territorio messinese.

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