Sindacati pronti alla mobilitazione. “Accorinti inadeguato e dannoso, vada via”

12645147_1061473270563298_7558011443767609642_n (1)“Accorinti liberaci dai nostri mali”. E’ questo l’invito che Cgil, Cisl e Uil, rappresentate rispettivamente dai segretari  Lillo Oceano, Tonino Genovese e Carmelo Catania, hanno rivolto a Sindaco e Giunta in una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Palazzo Zanca. Le tre sigle sindacali hanno deciso di compattarsi e manifestare il proprio dissenso nei confronti di un’amministrazione che sembra avere ormai fallito del tutto. Cgil, Cisl e Uil sono adesso pronte ad organizzare una mobilitazione generale che coinvolgerà i lavoratori messinesi e chi in questa città soffre per una realtà economica e sociale che non lascia intravedere nulla di buono.

“Sono trascorsi 32 mesi dal suo insediamento – affermano i tre segretari generali di – e l’amministrazione si è avvitata nell’incomprensibile tentativo di sistemare i fallimentari bilanci di Palazzo Zanca, dimostrando una palese incapacità se ancora oggi non c’è un piano di riequilibrio decennale autorizzato e soprattutto sostenibile”. Sotto accusa, secondo i sindacati, un’amministrazione che con bilanci previsionali approvati all’ultimo secondo negli anni precedenti o addirittura non approvati per nulla in questi mesi, hanno compromesso ogni azione amministrativa, tolto certezze ai dipendenti diretti e a tutti coloro che operano nelle società che lavorano sui servizi alla comunità, direttamente o indirettamente, reso precari i servizi per i cittadini. “Il tentativo di riequilibrio finanziario – sostengono Oceano, Genovese e Catania – rischierà di compromettere il buon funzionamento di alcuni servizi come quelli legati ai sistemi idrico, trasportistico e dei servizi sociali per l’assoluta insostenibilità nelle previsioni finanziarie. Il mediaticamente sbandierato riordino della macchina amministrativa, peraltro già criticata dalle organizzazioni sindacali al tempo in cui è stata proposta, si è rivelato un fallimento e ha portato, inoltre, la delegittimazione dei dirigenti e dei dipendenti di Palazzo Zanca da parte della Giunta e del Direttore Generale”.

Secondo le tre sigle, la Giunta Accorinti ha fallito in tutto. “Questa amministrazione non ha dato soluzione né garanzie all’offerta dei servizi minimi per una comunità come possono essere una gestione qualitativa dei servizi di raccolta rifiuti o il miglioramento dell’efficienza del servizio di trasporto pubblico, del sistema idrico, dei servizi sociali, della tutela del verde, del risanamento, servizi di asilo nido, mense e riscaldamento per le strutture scolastiche e richieste improprie agli anziani di compartecipazione ai servizi di assistenza.  Nella migliore delle ipotesi stanno gestendo la fase conclusiva di progetti e finanziamenti ottenuti “da quelli che c’erano prima”. Non si può certamente dire che si possa sostanziare ed esaurire tutta l’azione amministrativa nella realizzazione di discutibili piste ciclabili o di isole pedonali mordi e fuggi o, ancora, bocciate dagli organi amministrativi”.

Cgil, Cisl e Uil denunciano anche il modus operandi della Giunta Accorinti, a loro dire “chiusa in un cerchio magico” e diffidente ad accogliere contributi esterni. I sindacati non prevedono nulla di buono e si dicono preoccupati per il futuro. “L’amministrazione – spiega – sta danneggiando sia il presente che il futuro di questa città. Occorre un immediato cambio di rotta, tutte le parti politiche devono trovare il dialogo e iniziare una seria programmazione”.

Tuttavia, la corda sembra essersi spezzata, eppure Oceano, Genovese e Catania preferiscono non azzardare analisi politiche, ma non rinunciano, seppur velatamente, a tirare qualche frecciatina. “Non spetta a noi mandare a casa questa Giunta – crediamo che rispetto all’attuale situazione un periodo di commissariamento sia il male minore. C’è chi in questi due anni ha mantenuto una posizione di attesa, salvaguardando il proprio status quo e i propri interessi. L’immobilismo va invece superato al più presto”.

I sindacati passano, dunque, la patata bollente nelle mani di un Consiglio comunale chiamato a trovare unità e passare finalmente dai proclami ai fatti.

Andrea Castorina

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