Sfiducia, il Pd si ricompatta e dice Sì. Genovesiani non più ago della bilancia?

conf-stampa-pdA 24 ore dalla tanto attesa seduta del Consiglio comunale, in cui verrà discussa la mozione di sfiducia alla Giunta Accorinti, il Pd sembra aver trovato la compattezza necessaria ad intraprendere la strada del Sì. Sono queste le ultime indiscrezioni che trapelano in casa Partito Democratico il cui commissario Ernesto Carbone avrebbe definitivamente sciolto le riserve. E proprio Carbone si è reso protagonista di un cambio di rotta che potrebbe risultare decisivo per raggiungere la famosa quota delle 27 firme. Il commissario, inizialmente, aveva dichiarato di preferire una mozione targata Pd, condivisa successivamente con le altre forze politiche. Ambiva, quindi, ad interpretare un ruolo da protagonista nelle strategie attuate per mandare a casa l’attuale amministrazione, salvo poi aderire al documento partorito da Area Popolare.

La firma a sorpresa del capogruppo Antonella Russo, dunque, non si è rivelata una fuga in avanti, ma una mossa finalizzata a sgombrare il campo da dubbi e esitazioni. Una presa di posizione condivisa alla fine anche da Carbone, ma non dai consiglieri Claudio Cardile e Gaetano Gennaro che avevano “rimproverato” a Russo di non essersi confrontata con gli altri componenti del partito.

Adesso le posizioni sembrano invece essere tutte allineate ed il Pd è pronto ad aggiungere altre 3 adesioni (c’è anche quella di Pietro Iannello) alla mozione. Voti che potrebbero pesare in ottica sfiducia. Secondo un rapido calcolo, dettato da certezze e indiscrezioni sulle intenzioni di ogni singolo componente del civico consesso, i Sì attualmente, con il contributo del Partito Democratico, toccherebbero quota 24.

A votare favorevolmente sarebbero infatti: 1 Mario Rizzo, 2 Libero Gioveni, 3 Andrea Consolo, 4 Maria Perrone, 5 Franco Mondello (Centristi), 6 Daniela Faranda, 7 Nicola Crisafi (Ncd),  8 Nino Carreri, 9 Antonino Interdonato, 10 Santi Sorrenti (Sicilia Futura), 11 Antonella Russo, 12 Claudio Cardile, 13 Pietro Iannello, 14 Gaetano Gennaro (Pd), 15 Giuseppe Trischitta, 16 Giovanna Crifò, (Forza Italia), 17 Fabrizio Sottile, 18 Piero Adamo (SiAmo Messina), 19 Giuseppe Santalco, 20 Carlo Cantali, 21 Nora Scuderi (Felice per Messina), 22 Daniele Zuccarello (Gruppo Misto), 23 Donatella Sindoni (Grande Sud), 24 Nicola Cucinotta (Progressisti Democratici).

All’elenco si potrebbero aggiungere Rita La Paglia e Pierluigi Parisi, i dubbiosi rispettivamente di Sicilia Futura e Forza Italia. Se entrambi decidessero di seguire la linea del partito si arriverebbe quindi a 26 Sì e a quel punto basterebbe soltanto un voto per aprire le porte al commissariamento e successivamente alle elezioni di giugno.  Un via libera che potrebbe arrivare da chi non si è ancora espresso come Elvira Amata (Fratelli d’Italia), Simona Contestabile, Francesco Pagano (Progressisti Democratici).

Una previsione verosimile che potrebbe diventare realtà a prescindere, quindi,  dal voto dell’area genovesiana di Forza Italia che,  a questo punto,  non sarebbe più  l’ago della bilancia per decidere il futuro del sindaco Accorinti.

Andrea Castorina

 

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