Servizi sociali a Messina. Gioveni: «Poca trasparenza, si istituisca una Commissione d’Inchiesta»

Primo piano di Libero Gioveni - Consigliere comunale a Messina per il PDMessina. Il consigliere comunale Libero Gioveni, esponente del PD, chiede l’istituzione di una Commissione Speciale d’Inchiesta, alla luce delle dichiarazioni fatte ieri dal sindaco Cateno De Luca in merito a comportamenti illeciti da lui rilevati nel settore dei servizi sociali.

Durante il suo discorso fiume introduttivo delle misure inserite all’interno della manovra “Salva Messina”, poi approvata dal Civico Consesso, il primo cittadino ha acceso i riflettori su presunte pratiche illecite nella gestione delle attività del Dipartimento servizi sociali. A seguito di questo intervento, già in Aula, il consigliere Libero Gioveni aveva manifestato la sua volontà di istituire una Commissione Speciale d’Inchiesta e ricordato come in passato lui stesso abbia richiesto maggiore chiarezza e trasparenza proprio in quest’ambito.

In sostanza, quello che è emerso dagli interventi di ieri pomeriggio sarebbe una gestione che ha fatto parlare il Consigliere di una vera e propria “parentopoli”: «Quando si parla addirittura di funzionari e dirigenti del Dipartimento che hanno assegnato gare d’appalto a parenti responsabili delle cooperative, oppure, anche a seguito delle indagini condotte dalla Polizia Municipale, si è potuto riscontrare che siano stati inclusi nei bandi servizi inutili pagati con fondi pubblici per utenti “non aventi diritto” non possiamo di certo rimanere indifferenti».

A supporto della necessità di istituire tale Commissione Speciale, finalizzata a un’indagine interna di tipo esclusivamente amministrativo e ispettivo, Libero Gioveni ha ricordato alcune denunce presentate da lui in passato, come: «L’affidamento del bando per la gestione solo sulla carta di 4 asili nido, ma che di fatto sono ancora attualmente 3; oppure lo stanziamento di 1 milione e 58 mila euro dei fondi TASI 2014 per i CAG (Centro di aggregazione giovanile, ndr), sull’utilizzo dei quali non vi è stata traccia ufficiale».

Ma per dar vita a una Commissione d’Inchiesta, com’è esplicitato nell’articolo 60 nuovo Regolamento del Consiglio Comunale, non basta la richiesta del singolo consigliere, serve l’appoggio di altri 12 colleghi (i 2/5 dei componenti dell’organo collegiale), oppure l’iniziativa diretta del Presidente del Civico Consesso. L’invito dell’esponente del PD messinese, dunque, è rivolto direttamente a loro «al fine di fare totale chiarezza su un settore che sembra aver perso ormai da tempo la sua vera nobile e principale finalità – specifica Gioveni – ossia sostenere e assistere le diverse categorie svantaggiate».

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