Sembra la gara a chi presenta la sfiducia più grossa

12193577_1018058571571435_7343186228099058684_nSulla necessità di mandare a casa Accorinti quasi tutto il Consiglio comunale è d’accordo, resta però da capire a chi debba essere attribuita la paternità della mozione di sfiducia. A contendersela il quartetto Zuccarello – Sindoni – Russo – Scuderi, il gruppo dei Dr e infine Forza Italia. Tre richieste distinte per modi e contenuti che hanno però in comune l’obiettivo di defenestrare Sindaco e Giunta. Ma a dare il via alle danze era stato il consigliere Piero Adamo già lo scorso settembre, presentando ai giornalisti un documento che conteneva ben venti motivi per interrompere l’avventura a Palazzo Zanca del primo cittadino.

Questa mattina è stato il turno di Forza Italia. In una conferenza stampa che ha raggiunto altissimi livelli di decibel, il partito coordinato dall’onorevole Santi Formica ha presentato il suo documento di sfiducia, discostandosi nettamente dagli altri proponenti. Zuccarello e company avevano detto basta sottoscrivendo il tutto in un ufficio notarile, i Dr si erano invece affidati ad un documento programmatico da sottoporre a tutte le altre forze politiche. Forza Italia preferisce seguire un’altra strada. Lo ha spiegato Santi Formica dopo quasi un’ora caratterizzata da urla, interruzioni e talvolta incomprensioni tra gli stessi componenti del partito. “Presenteremo una mozione tecnica da sottoporre ai capigruppo degli altri partiti. Siamo i primi ad agire nel modo corretto, noi non andiamo da un notaio e non ci rivolgiamo solo alla coalizione. Finora siamo stati esclusi dal confronto, c’è chi ha sfruttato l’emergenza idrica per fare demagogia. La nostra proposta invece tutela soltanto gli interessi della città”.

Forza Italia, dunque, si discosta nettamente dal modus operandi adottato dal partito di  Beppe Picciolo e propone un documento prettamente tecnico. Una presa di posizione forte che però genera ulteriore confusione nel percorso che dovrebbe portare a votare la mozione in Aula. Manca la base di partenza: un singolo documento condiviso. Occorre trovare un accordo al più presto, impresa che sembra più difficile del previsto. Basti pensare che se ci fosse stata fin da subito unità d’intenti la mozione avrebbe avuto già valore amministrativo. Facendo un rapido calcolo, includendo anche Forza Italia, le firme sarebbero, infatti,  già arrivate a quota 16.

Ma sulla necessità di cambiare registro, nessuno ha dubbi. “Questa amministrazione non può andare avanti – ha spiegato il deputato regionale Bernadette Grasso – il Sindaco continua a parlare di mafia nel settore idrico quando l’Amam è una partecipata e l’erogazione idrica la garantiscono i comuni. Sull’emergenza che sta vivendo Messina le responsabilità sono anche della Regione, adesso si ha difficoltà a trovare i soldi per contrastare il dissesto, eppure c’erano i finanziamenti”.

Infine i consiglieri Sottile, Trischitta e Parisi precisano la strategia politica che attueranno all’interno dell’Aula: “Abbiamo a cuore le sorti della città e nonostante la netta opposizione al governo Accorinti, voteremo gli atti finanziari importanti per il futuro dei nostri concittadini. Crediamo nel piano di riequilibrio e faremo in modo di consegnare ai nuovi amministratori una città con meno problemi dal punto di vista economico”.

Insomma, chi crede che il Sindaco sia ormai al capolinea si augura che a partire da oggi cresca soltanto il numero delle firme utili a sfiduciarlo. La gara a chi è più bravo a presentare il documento giusto deve finire qui.

Andrea Castorina

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