Selfie e contestazioni: il tour in Sicilia di Matteo Salvini da Taormina a Siracusa

matteo salvini in sicilia (taormina, catania, siracusa)Matteo Salvini approda in Sicilia, visita Taormina, Catania e Siracusa, ma l’accoglienza che riceve non è certo quella che si aspettava. Tra i selfie, i comizi in piazza e il plauso degli elettori della Lega, l’arrivo del Ministro dell’Interno è stato salutato anche da accese contestazioni.

Così a Taormina, seppur non direttamente ma girandoci attorno, il leader della Lega sembra riportare l’attenzione sul progetto del Ponte sullo Stretto, cosa che non è andata giù alla Rete No Ponte che, nel richiamare la manifestazione del 26 luglio, ha ribadito il concetto che poche settimane fa li ha guidati in corteo tra le vie di Torre Faro: «No al ponte sullo Stretto di Messina».

Ma le contestazioni più pesanti lo hanno atteso a Siracusa (dove gli animi si sono surriscaldati e sono dovute intervenite le forze dell’ordine) e Catania, tra striscioni come “Catania non si Lega” o  “Ricordi Forza Etna?” e bottigliette di plastica. Sì, perché all’uscita dal Comune di Catania del vicepremier Matteo Salvini un gruppo di contestatori gli ha gridato contro epiteti come “buffone” per poi lanciare bottigliette di plastica vuote contro la sua auto mentre si allontanava.

Secca la replica – via Facebook – di Salvini: «Fuori dal Comune i soliti “signori e signore” di centri sociali ed estrema sinistra che, come da immagini, urlano, minacciano e insultano. Avanti col lavoro e col sorriso, per loro tanti bacioni»

La reazione della Rete No Ponte di Messina

Ma tornando a Messina, e soprattutto ad uno dei temi che più la toccano da vicino, il Ponte sullo Stretto, è stata pressoché immediata la reazione della Rete No Ponte alla visita del Ministro dell’Interno in Sicilia. Dalle spiagge di Taormina, Matteo Salvini ha infatti richiamato in qualche modo il progetto commentando i problemi dei collegamenti tra la Sicilia e la Calabria (e di conseguenza il resto d’Italia), sottolineando come servirebbero sistemi per spostarsi più velocemente da e verso l’Isola.

«Durante le assemblee precedenti al corteo – ha esordito la Rete No Ponte in una nota stampa – abbiamo ribadito più volte la necessità di una mobilitazione, oltre che per gli storici motivi che ci spingono a contrastare questa grande opera, anche e soprattutto per il rischio -concreto- nel caso di ascesa di un governo di centro-destra, di rilancio dell’idea del Ponte sullo Stretto».

Possibilità che, con la crisi di governo incombente come una spada di Damocle sull’Italia e la probabilità di nuove elezioni già per il prossimo ottobre, sembra farsi sempre più concreta. Tanto più che il vicepremier ha ribadito nelle scorse ore il suo “no” a “inciuci” o “governi di scopo”.

Ricordando le parole della parlamentare dell’ARS Elvira Amata (Fratelli d’Italia) e della deputata Matilde Siracusano (Forza Italia), che avevano sottolineato solo poche settimane fa l’importanza di un’opera come il Ponte sullo Stretto, la Rete evidenzia come: «Oggi chiude per il momento il cerchio Matteo Salvini, che ha confermato esattamente ciò che abbiamo ripetuto per mesi e mesi».

«Sotto il sole torrido dell’estate pre-corteo – riepiloga la Rete – ci accusavano di fare le cose “a freddo” e che una manifestazione ormai era inutile. Eppure, i fatti dimostrano chiaramente che le abbiamo proprio indovinate tutte».

«La situazione è per noi ormai chiara e lo è da tempo. Siamo convinti che il corteo no ponte del 26 Luglio ha solo gettato le basi per un fronte di resistenza concreto contro il rilancio del Ponte sullo stretto – conclude. Noi dalla parte di Salvini non ci staremo mai, noi difendiamo la nostra terra!».

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