Salva Messina. Gioveni chiede a De Luca di rimuovere il capitolo ATM dal progetto

Primo piano di Libero Gioveni - Consigliere comunale a Messina per il PD

Il punto relativo al futuro di ATm, inserito dal Sindaco Cateno De Luca nel documento relativo al Salva Messina, ha causato la preoccupazione del consigliere comunale del PD Libero Gioveni che, in una nota, sostiene che sarebbe meglio estrapolare la misura, vista la complessità della situazione finanziaria della partecipata.

«Se il sindaco De Luca  – racconta Gioveni – porterà in Aula l’intero pacchetto Salva Messina senza “spacchettare” la parte relativa all’ATM avrò difficoltà a votare favorevolmente l’intera manovra».

Inizia così la nota del Consigliere che spiega come, nell’ultimo confronto avvenuto con il Sindaco lo scorso 2 ottobre, ha chiesto al primo cittadino di estrarre dal progetto la sola misura relativa ad ATM per approfondirla in un secondo momento.

A motivare la richiesta del Consigliere sono i dubbi che emergono sui conti dell’azienda trasporti: «I numeri ballerini sciorinati dal sindaco sui conti dell’ATM che passano prima da 32 milioni per poi arrivare a 72, passando dalla variabile dei 10 o 17, hanno creato una confusione tale da non permettere ai Consiglieri di votare la manovra con serenità. Se poi si pensa che come atto propedeutico necessario per trasformare l’azienda speciale in società di capitali vi è l’approvazione dei bilanci aziendali degli ultimi 16 anni, ci si renderà conto che la mia richiesta di esaminare a parte il capitolo ATM non sia poi così fuori luogo».

Secondo il Consigliere è dunque necessario che si faccia una certificazione ufficiale dei debiti da una società di auditing per fare luce sui debiti di ATM così da poter valutare consapevolmente la misura prevista. Il coinvolgimento di soggetti terzi nella revisione contabile non è una novità per il Comune. Gioveni ha infatti evidenziato come nei giorni scorsi il Sindaco si è avvalso del Centro Studi Enti Locali di Pisa per la verifica dei conti complessivi di Palazzo Zanca.

«Sarebbe importante capire – continua Gioveni –in virtù di questa enorme voragine finanziaria, come l’azienda riuscirà a pagare già questo mese e nel prossimo mese di novembre i 10 milioni e 400 mila euro complessivi (5 milioni e 200 mila al mese) che servono per la rottamazione delle cartelle dei debiti erariali».

Infine, il Consigliere del PD chiede a De Luca di comprendere la necessità di approfondire il capito relativo alla partecipata: «Spero davvero ci pensi bene, perché a questo punto la responsabilità di quanto accadrà non può di certo passarla al Consiglio Comunale o a quei consiglieri  – conclude Giovani – che finora hanno dimostrato massima collaborazione e che non stanno votando un semplice ordine del giorno, ma tracciando una spessa linea di demarcazione tra il passato e il futuro dalla quale non c’è via di ritorno».

Insomma, il tempo stringe, giorno 15 si voterà il Salva Messina e il voto favorevole del Consiglio Comunale non è così scontato come potrebbe sembrare dato che alcuni dei suoi  dieci punti chiave stanno creando non poche perplessità ai consiglieri. E se il Civico Consesso voterà no, sarà ufficialmente dichiarato il dissesto del Comune di Messina.

 

 

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