Salva Messina. CMdB ai Consiglieri: «Non contribuite allo smantellamento della città»

foto di gruppo di cambiamo messina dal basso - cmdbA pochi  minuti dalla votazione del “Salva Messina”, Cambiamo Messina dal basso lancia un appello al Consiglio comunale, che oggi sarà chiamato a decidere se approvare il documento: «Non rendetevi complici dello smantellamento della città». Questo l’invito del Movimento, preceduto dalle motivazioni che sono alla radice del rifiuto delle proposte che, il Sindaco Cateno De Luca, ha elencato nel fascicolo.

«Il nostro Sindaco presenta il “Salva Messina” – scrivono i rappresentanti di CmdB – col quale decide di risanare le casse del Comune, attraverso una soppressione dei servizi che porterà, dritto dritto, a una rivoluzione a vantaggio dei privati. I cittadini messinesi perderanno la fruizione dei servizi pubblici, con aumento dei costi pro capite e gestione del settore pubblico affidata a una mera logica del profitto che mal si amalgama con il bisogno di erogare i servizi minimi per tutta la collettività».

Servizio dei trasporti

«Non ci stiamo ad assistere inermi a un servizio di trasporti ridotto a macchietta, con una navetta da Giampilieri a Torre Faro, che accumula ritardi infiniti invece che utenti e lascia sguarniti i territori periferici» si legge nella nota. Uno dei punti del “Salva Messina”, infatti, prevede la riduzione dei fondi trasferiti dal comune ad Atm e la trasformazione della società il S.p.a.

Raccolta rifiuti

«Non ci stiamo ad assistere inermi a un servizio di raccolta rifiuti che sembra aver dimenticato il fine ultimo di aumentare la differenziata con conseguente riduzione dei costi per le famiglie». La soluzione di De Luca per tagliare i costi di MessinaServizi è quello di privatizzarne la gestione.

Servizi sociali

«Non ci stiamo ad assistere inermi alla mortificazione dei servizi sociali (casa Serena e casa di Vincenzo verso la chiusura) dimenticando i più bisognosi». Nel “Salva Messina” è previsto, infatti, un taglio della metà dei finanziamenti comunali destinati al sociale.

Sport

Anche in questo campo l’intento è di dimezzare i costi gestionali: «Noi non ci stiamo ad assistere inermi alla mortificazione del calcio e dello sport a Messina – scrive CMdB – dovuta a superficialità nell’ottemperare a provvedimenti burocratici garantiti dalla precedente amministrazione e allo scaricare la colpa delle proprie mancanze sulla società ACR Messina».

La nota del Movimento prosegue, in conclusione, con un accento sulle dimissioni che il Sindaco dovrebbe presentare in caso di rifiuto della proposta: «Non ci stiamo ad assistere inermi a questo continuo teatrino col Consiglio Comunale per fare approvare le proprie azioni a suon di ricatti. Tutto questo in soli tre mesi, nei quali si sono visti solo slogan accompagnati da pericolose idee, che peseranno su tutti noi in modo grave, nel quasi totale silenzio di chi trovava solo lacrime e sangue in un piano di riequilibrio che almeno manteneva pubblici i servizi essenziali. A fine mandato a che punto saremo?».

Dopo l’appello al Consiglio comunale di non accettare la proposta del Sindaco vengono interpellati anche i messinesi: «Vigilate affinché quest’operazione di ridimensionamento non venga portata a termine: vogliamo una città che risorga, non una città che affondi».

 

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