Rifiuti. In Aula tanta “fuffa”. E per qualcuno “Messina è un cesso”

rifiutiL’amministrazione comunale davanti a un plotone d’esecuzione,  solo che i tiratori scelti, ovvero i 26 consiglieri comunali presenti ieri alla seduta sull’emergenza rifiuti, avevano i  fucili caricati a salve. E chi doveva parlare non ha potuto farlo, come i tecnici di Messinambiente, Calabrò, Cucè e Lisi.

Tante polemiche, poche critiche mirate. Tante dita puntate, tante le responsabilità rinfacciate, e poche, pochissime, le iniziative per cercare di trovare una svolta.

Perché, se è vero che il sindaco Accorinti, che ha iniziato i lavori della seduta, ha assunto da subito la parte del buon presentatore e, bisogna dirlo, ha ammesso, anche parzialmente, le responsabilità rispetto alla incontenibile situazione dei rifiuti in città; e se è vero che lo stesso assessore Ialacqua, in modo forse troppo sommesso, ha parlato delle condizioni del passato e della progettualità del futuro, lasciando poco spazio alla realtà attuale, i consiglieri comunali, che avevano una grande occasione per far valere le ragioni della cittadinanza attraverso proposte concrete, puntando il dito verso il vero problema, si sono solo accontentati delle molliche in modo fazioso.

È costato carissimo, al Sindaco, l’aver parlato, durante il suo iniziale discorso, della rinascita di Atm. Poche battute inserite, ovviamente, per mostrare la parte migliore nel momento peggiore, ma che hanno subito suscitato polemiche tra i consiglieri. Così come l’aver detto, sempre Accorinti, della chiamata effettuata poco prima al Ministro all’Ambiente, Gianluca Galletti, per invitarlo a venire in città, per la quale il primo cittadino è stato, anche qui, attaccato per aver puntualizzato un’azione ordinaria che andava compiuta  e non dichiarata come fosse straordinaria.

L’iniziativa, poi, da parte dei Capigruppo, di mostrare le immagini della spazzatura in città e dei ratti trovati morti per le strade, non ha sortito gli effetti sperati. Prima hanno deciso di passarle in rassegna durante gli interventi, poi  di toglierle, per poi tornare a riproporle. Immagini veritiere ma che sono sotto gli occhi di tutti nel quotidiano vivere. L’amministrazione sa, a meno che non creda di vivere su un altro mondo, delle condizioni in cui versa la città, e le foto possono solo avere un piccolo peso specifico. Nulla più.

E così, dopo i numeri forniti da Accorinti sull’avvio definitivo della differenziata, sulle percentuali raggiunte, sulla data, il 13 settembre, entro la quale l’amministrazione si riunirà per la delibera riguardo la fusione tra Messinaambiente e Ato3, per la nascita di una nuova società, e dopo i dati evidenziati dall’assessore Ialacqua rispetto a quanto c’era da fare e  quale sia stata la progettualità dell’amministrazione, si è scatenata la bagarre.

Tutti gli interventi dei consiglieri hanno sempre e solo seguito la linea del “Ecco cosa non è stato fatto. Ecco dove si è sbagliato”, tralasciando forse ben altre e costruttive considerazioni relative ad eventuali e concrete proposte.

Il consigliere Trischitta,  primo  a prendere la parola ed uno dei più accaniti, ha iniziato con toni pacati per poi concludere in modo esasperato. Spicca poi l’intervento, anche questo duro, di Santalco, secondo il quale “la nuova società non cambierà nulla. Non ci sono finanze adesso e non ce ne saranno più avanti”.

Tra i più “caldi”, anche il consigliere Carreri,  che ha interrotto Ialacqua pochi secondi dopo l’inizio del suo intervento.  Carreri, che quando ha preso la parola si è  scusato, ha voluto descrivere  il suo pensiero sulle condizioni della città : ” Messina è’ un cesso” – ha detto lapidario e colorito.

Anche la consigliera Amata non ha risparmiato parole molto forti verso l’amministrazione. Anche qui, scontro verbale. Il sindaco di Messina ha interrotto la consigliera, colpevole, secondo Accorinti, di aver offeso la sua persona. Ma le scintille non finiscono qui.

È sceso poi in campo nell’arena, il “gladiatore” del Consiglio comunale ( per stazza e veemenza verbale) Zuccarello. Il consigliere, anche lui con toni via via più accessi, in pieno outing, ha ‘confessato’  di aver creduto nel progetto politico di Cambiamo Messina dal Basso e di esserne, poi, rimasto deluso.

L’amministrazione, seppur molto debole, è riuscita, non si sa come, a resistere, complice una strategia d’attacco dei consiglieri comunali volta a guardare il dito, anziché la luna.

Ne dà testimonianza, la decisione, da parte degli stessi Consiglieri, di non voler dare spazio agli esponenti di Messinambiente che, seppur con un intervento fuori verbale, avrebbero di certo potuto dare i dovuti chiarimenti all’aula e anche agli stessi operatori di Messinambiente che erano presenti.

Tutto ciò che serviva, un chiarimento da parte dei tecnici, si è deciso che non avesse importanza, segnando un clamoroso autogol.

Si ha come la sensazione che questo consiglio, nel gioco tra attacco e difesa, non voglia perdere ma che, molto peggio, non sappia nemmeno vincere.

Simone Bertuccio

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