Regolamento Cosap, Dr ed Ncd rompono gli indugi

faranda-interdonato-carreriSe Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto, così se da oltre due anni l’amministrazione temporeggia circa le modifiche al regolamento Cosap, in consiglio comunale c’è chi rompe gli indugi e va avanti presentando la propria proposta.

Per Dr e Nuovo Centrodestra il tempo dei tavoli tecnici è finito da tempo, i commercianti non possono più aspettare e neanche il Comune, che continua ad incassare molto meno del dovuto sia sulla tassa d’occupazione suolo delle singole attività commerciali, che sull’occupazione degli spazi pubblicitari.

In realtà, il vicepresidente del consiglio comunale Nino Interdonato con i capigruppo Nino Carreri e Daniela Faranda non hanno inventato nulla di nuovo, ma hanno soltanto ripreso la proposta di regolamento avanzato dal dirigente Castronovo, poco prima del suo trasferimento. Introduzione della PEC, maggior decentramento verso le Circoscrizioni, possibilità di pagare il canone in tre rate e porre fine ai contenziosi, ecco i punti innovativi di questa proposta che comunque può subire delle modifiche sia in commissione che in consiglio comunale.

Pagare meno ma pagare tutti, ecco il principio seguito per uscire dall’impasse che si riscontra nei numeri, come l’80% degli impianti non a norma sui 1700 complessivi, oppure le sole 21 richieste, per l’anno 2016, per eventuali occupazioni del suolo con i gazebo.

Numeri che rendono bene l’idea sul danno erariale che sta affrontando il Comune di Messina: “Dal 2014 l’amministrazione è rimasta ferma sempre allo stesso punto – ha dichiarato Nino Interdonato – anzi sta facendo valere lo schema “Zamparini” visto che sono stati esonerati 4 assessori e ben 2 dirigenti. E’ evidente che non c’è la volontà politica di proseguire, ma ora è arrivato il momento di mettere un punto”.

“Sull’occupazione del suolo pesa la sentenza del CGA – ha dichiarato la capogruppo di Ncd Daniela Faranda – inoltre si sono aperti anche una marea di contenziosi. Dagli impianti pubblicitari si sono persi 250 mila euro all’anno”.

Per il capogruppo dei Dr Nino Carreri, manca la volontà politica di voltare pagina: “Rispetto al passato non c’è alcuna differenza – ha dichiarato – anzi si cambiano i dirigenti che riscontrano delle criticità e fanno il loro lavoro in modo corretto”.

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