Piemonte. Reset: “Chi ha fatto la legge fischiato, Accorinti acclamato”

12088485_1006432946067331_4844434678446718169_nLa manifestazione di ieri pomeriggio, organizzata dal comitato “Salvare l’ospedale Piemonte”, porta, come strascico, le reazioni di chi ha partecipato. Critica la posizione di Reset.

“Abbiamo partecipato alla manifestazione di oggi poiché crediamo che il cambiamento della Città passi sempre e comunque dalle istanze e dalle necessità delle Persone e del Territorio- scrive Alessandro Tinaglia, rappresentante di Reset.

“Credevamo di partecipare ad un’iniziativa che finalmente si occupasse del merito della questione. Ci siamo, invece, ritrovati in una situazione che definire grottesca è un eufemismo – continua Tinaglia -. Da un lato i deputati Regionali che hanno redatto ed approvato la Legge, delegando al decreto d’attuazione le tutele per Pronto Soccorso e lavoratori, venivano fischiati mentre chi, come il Sindaco, ha atteso gli ultimi giorni per emanare un’inutile Ordinanza veniva invece acclamato”.

“Lo stesso trattamento del Sindaco veniva riservato alla Grillina Zafarana – aggiunge Reset -che per motivi di consolidata speculazione politica (a proposito di “nuovismo”) inveiva contro chi ha di fatto approvato la Legge e salvato il salvabile. Non ci piace la dietrologia né tantomeno la demagogia e quindi se il risultato sarà che la nuova Legge salverà un “vero” Pronto Soccorso creando effettivamente un’eccellenza nel nostro territorio crediamo che la cittadinanza, noi inclusi, non possa che esultare e ringraziare chi ha reso possibile tutto questo”.

“E’ ovvio ci preoccupa che la Legge non abbia affrontato la questione più rilevante legata alle risorse economiche che il D.G. Vullo da mesi “sventola” come principale ragione dello smantellamento. Per questo invitiamo la deputazione regionale ed il Sindaco – aggiunge il rappresentante di Reset -, prima di esultare, di seguire con attenzione la stesura del decreto attuativo affinché il Pronto Soccorso possa essere gestito da un soggetto istituzionale pubblico, come giustamente previsto dalla Legge, con adeguate competenze e con copertura economica adeguata”.

Tinaglia chiede a tutti, “cittadini in testa, di vigilare anche sulla tutela dei lavoratori che sceglieranno di lavorare con l’Ircss”.

“Insomma – conclude Tinaglia – continuiamo a credere che la Politica si faccia con gli atti amministrativi e le manifestazioni e le proteste debbano essere strumenti propedeutici alla redazione di tali atti. La demagogia, quindi, la lasciamo a chi evidentemente non ha compreso o non è interessato al dramma “reale” che i Messinesi vivono quotidianamente e non ha chiaramente né strumenti né tanto meno senso di responsabilità”.

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