Perrone, Consolo e David restano in consiglio che respinge le diffide di Pergolizzi

Mariella PerroneI consiglieri comunali dell’Udc, Mariella Perrone, Andrea Consolo e Carmelina David restano in Consiglio. Per adesso. E così anche Giuseppe Santalco, eletto nella lista Felice per Messina. Dopo lunghe ore nella prima seduta del Consiglio i quaranta esponenti politici hanno deciso di votare per “mantenere” tutti gli eletti come usciti dalle consultazioni di 9 e 10 giugno. Il segretario generale Santi Alligo, nonostante il capogruppo del Pdl Pippo Trischitta avesse richiesto più volte l’utilizzo dell’articolo 14 e dunque di “bloccare” i lavori d’aula per altri 10 giorni in modo da consentire la presentazione delle controdeduzioni e votare successivamente, ha ricevuto il seguito della maggioranza che ricevendo l’unanimità dei consensi ha riconfermato i tre. Su David, Perrone e Consolo sono state presentate tre diffide dal candidato dell’Udc Nello Pergolizzi, primo dei non eletti, ed ex consigliere di Fli. Per la Perrone si parla di ineleggibilità per le sue mancate dimissioni da dipendente comunale, per Consolo di incompatibilità per la doppia carica di dirigente medico all’ospedale di Patti e consigliere, per la David di dimissioni da consigliera d’amministrazione del Teatro giunte “fuori tempo massimo” secondo l’accusa di Pergolizzi. Soltanto sulla David e sulla ricezione al Comune delle sue dimissioni, partite il 10 maggio e protocollate il 17 maggio, sono trascorse delle ore per capire il da farsi prima del via libera di Alligo. su Santalco, già dirigente dell’Ato Idrico, è soltanto giunta la nota firmata Filippo Cardile che parlava di ineleggibilità per via dell’incarico nell’Ambito territoriale ottimale. Santalco ha replicato punto per punto sottolineando di essersi dimesso da tempo dall’Ato idrico e che il Comune di Messina non ha quote di maggioranza e non è in posizione dominante nella società. Anche per Santalco l’ok di Alligo e dei colleghi consiglieri. Pergolizzi, molto probabilmente, si rivolgerà adesso al tribunale civile per “avere la meglio” dopo le diffide bocciate dal consiglio comunale che per competenza doveva votare i presunti casi di ineleggibilità o incompatibilità. @Acaffo

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