Il Pd messinese ai vertici nazionali: “Basta con il commissariamento, si faccia il congresso”

pd-bandiere-2Superare la fase del commissarimento e guardare al futuro, per tornare a recitare un ruolo primario nel panorama politico cittadino. Il Partito Democratico messinese vuole  lasciarsi alle spalle le incertezze del periodo post-Genovese, ma per farlo occorrerà dotarsi di una struttura partitica e dirigenziale solida e radicata nel territorio.

Del congresso provinciale, da cui usciranno le cariche, si parla da anni, ma adesso il tempo scorre perché la mozione di sfiducia approderà in aula tra una manciata di giorni e se passerà ci saranno delle elezioni amministrative da organizzare. Ieri i membri più rappresentativi del Pd locale si sono riuniti per formulare un documento inviato ai vertici nazionali del partito, documento che è stato sottoscritto da una quarantina di rappresentanti, tra cui il gruppo consiliare, Francesco Palano Quero, Alessandro Russo, Felice Calabrò e Luigi Beninati.

Per il Pd messinese il primo passo verso il futuro è rappresentato dalla fine del commissariamento di Ernesto Carbone: “La condizione di assoluta straordinarietà che  si è venuta a determinare nella Città di Messina a seguito della apposizione, da parte dei consiglieri comunali, del numero sufficiente di firme necessarie per la presentazione della mozione di sfiducia” al Sindaco Renato Accorinti ed alla sua Giunta, richiede nella Città e nella Provincia di Messina la presenza di un Pd e del suo ricostituito gruppo  dirigente in grado di assumersi le proprie responsabilità, per affrontare i problemi delle nostre  comunità e per riproporre il proprio ruolo politico,  sulla base della costruzione di un programma e di uno schieramento alternativo sia alla destra ed ai suoi metodi sia al dilettantismo che ha caratterizzato in questi anni la amministrazione pubblica della città capoluogo in particolare. A tal proposito riteniamo necessario e prioritario porre fine, in tempi rapidi, alla esperienza commissariale del Pd al fine di ridare al Partito messinese organi di direzione collegiali per ripristinare il confronto e la dialettica democratica interna, quale premessa e condizione essenziale ed ineludibile per un impegno politico coeso e per un’azione unitaria incisiva, anche in vista di possibili imminenti scadenze elettorali amministrative e politiche”.

La fase successiva richiede proprio l’organizzazione del congresso: “I sottoscritti ritengono tutto ciò ancora possibile, nonostante tutto, essendo rimasta integra la volontà e la disponibilità di tanti a volere ricostruire su basi nuove e diverse rispetto al passato un “nuovo spazio politico per i riformisti” nella città e nella provincia di Messina. I sottoscritti, anche su sollecitazione di quanti hanno espresso con la pre­iscrizione la volontà di confermare la propria adesione al Pd, chiedono che si avvii  la fase congressuale straordinaria con l’indicazione della data del congresso e l’insediamento immediato, a norma dello statuto, della commissione provinciale per il congresso”.

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