Pd, le aree Renzi e Civati non si allineano alla scelta Ridolfo: “Partito fermo come un anno fa”

Pd area renzi e civatiLe aree Renzi e Civati tornano a criticare la gestione del Pd messinese. Stavolta è la riconferma del segretario provinciale Basilio Ridolfo, proposta la scorsa settimana dal segretario regionale Fausto Raciti, e la mancata convocazione del congresso per la nomina del nuovo direttivo a far scoccare la miccia.

Questa mattina conferenza stampa con la consegna di questo documento:

 

“Arrivare dopo un anno alla medesima conclusione di un anno fa, considerato che il mondo dentro e fuori il Pd di Messina è profondamente mutato, rappresenta un grave sintomo di un partito che non riesce a rientrare in sintonia con il proprio elettorato e i propri territori.

Abbiamo più volte affermato che il Partito Democratico risulta vincente quando sa interpretare le ansie di cambiamento che vengono dai cittadini e le organizza in una proposta politica coerente.

Il Partito Democratico di Messina, invece, sembra scegliere strade che lo condannano all’autoreferenzialità, alla perdita di contatto dalla realtà, all’incomprensione di tempi e modalità.

È richiesta velocità e siamo lenti.

È richiesta audacia e siamo prudenti.

È richiesta dinamicità e siamo pigri.

È richiesta capacità di comprensione dei tempi nuovi e riproponiamo schemi logori.

La proposta di ripartire da Basilio Ridolfo, espressione di un accordo il cui significato era legato a logiche di equilibrismo obbligato circa un anno fa e che oggi appare incomprensibile, dà il senso di una comunità, il PD della Provincia di Messina, che non ha più il coraggio di rimettersi in gioco, confrontarsi su tesi contrapposte, offrire al territorio un’idea di sviluppo che cammini sulle gambe di un partito coeso e radicato.

In un partito, i conflitti si risolvono con i congressi, non condannandosi ad una eterna palude dove affogano le speranze di quelli che al PD hanno affidato tante aspettative e quel che resta di fiducia nella politica.

Nessuno mette in discussione il fatto che Ridolfo, come ci ha ricordato il segretario regionale Fausto Raciti, è stato regolarmente eletto dal Congresso dello scorso anno. Ma è altrettanto vero che l’accordo cosiddetto “unitario” non è riuscito a eleggere né la direzione provinciale, né l’esecutivo del segretario e la gran parte dei circoli in città e in provincia non ha svolto i propri congressi cosi che non esiste classe dirigente diffusa.

Quell’accordo che ha di fatto non ha prodotto alcun frutto politico, fuorché una lenta ed agonizzante paralisi e che per questo, non più tardi di sei mesi fa, era stato messo in discussione dagli stessi sottoscrittori perché oggi dovrebbe potere dare nuovo slancio al PD?

Basterà attribuire alcune funzioni apicali, tra cui il tesoriere e il responsabile dell’organizzazione, a prescindere dalla condivisione di un progetto per trasformare le sorti di un partito in stato comatoso?

Non vogliamo condannarci alla palude, per questo rivolgiamo un appello a Basilio Ridolfo che può fermare una locomotiva condannata a correre su un binario morto. Visto che si è preso del tempo per valutare se e come continuare nelle sue funzioni, dopo l’ennesimo e poco gradevole scongelamento, valuti di interrompere questa agonia, scelga di uscire da uno schema usurato, offra al Partito Democratico la possibilità di risorgere dalle proprie ceneri.  Non si avventuri in una programmazione politica che nascerebbe monca, debole, attendista ed indichi piuttosto e chiaramente una data limite certa, non lontana, di convocazione delle assisi congressuali, unica sede per confrontare le varie sensibilità del partito e si limiti a costituire un Comitato di Garanzia plurale che diriga un tesseramento trasparente, verificabile, veritiero necessario allo svolgimento di un congresso franco, anche acceso, ma costitutivo.

Per quanto ci riguarda non intendiamo allinearci ad una decisione, figlia del tatticismo interessato e della paura di avviare una fase profondamente nuova.

È accaduto di tutto e facciamo finta di nulla: noi non ci stiamo!

Occorre rigenerare il tessuto deteriorato del PD. Non chiediamo il congresso e la riorganizzazione del Partito nei prossimi tre mesi perché pensiamo di vincere, o per smania di spazi o poltrone che in questo quadro ci sarebbero precluse. Lo chiediamo per riportare il PD vicino ai suoi militanti e accanto a quel 30% di messinesi che ci ha dato fiducia alle ultime europee, malgrado noi.

Non chiamateci minoranza, quella esce da un congresso. Siamo semplicemente non-allineati.


Alessandro Russo

Maria Flavia Timbro

Francesco Palano Quero

Giuseppe Grioli

Iole Nicolai

Domenico Siracusano

Filippo Cangemi

Saanti Interdonato

Yuri Paterniti Martello

Giampiero Terranova

Simone Di Cesare

Rosario Paone

Luigi Azzarà

Pippo Caliri

Paolo Miloro

Angelo Aliffi

Mario Ferraro

Giovanni Pizzuto

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Politica

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