Papardo. M5S: “A rischio Medicina trasfusionale, tempo fino al 30 giugno per rimediare”

ospedale-papardo-messina-r3751Per gli ospedali riuniti Papardo-Piemonte di Messina ancora nessun accreditamento per il Simt, il Servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale. Il ritardo, da quanto emerge dagli atti ispettivi compiuti, è dovuto a delle “non conformità” riscontrate nel reparto, la più grave attiene alla mancanza di un responsabile che possieda i requisiti di legge. Così interviene il Movimento 5 Stelle all’Ars che, a prima firma della deputata messinese Valentina Zafarana, ha presentato un’interrogazione indirizzata al governo regionale che lancia l’allarme: “I termini di scadenza per la richiesta di accreditamento – afferma Zafarana – sono stati già prorogati dal governo nazionale al 30 giugno prossimo, grazie proprio al decreto “milleproroghe”.

“Resta davvero pochissimo tempo, – continua la parlamentare Cinquestelle – invitiamo pertanto il governo regionale ad attivare immediatamente i propri poteri sostitutivi di controllo per sanare l’illegittimità denunciata”.

Infatti, secondo la deputata, la responsabilità del mancato accreditamento è da addossare a miopi scelte proprio della dirigenza manageriale aziendale.

“Un eventuale mancato accreditamento della struttura – fa presente Zafarana – rappresenterebbe un enorme danno per la collettività della città di Messina includendo gli estremi di una fattispecie di responsabilità erariale per la direzione dell’Azienda. La proroga è un’occasione da non sprecare al fine di conservare un reparto di fondamentale importanza strategica per la collettività messinese”. Così Zafarana censura con forza l’aver posto al vertice un soggetto che non ha le competenze per completare il processo di accreditamento, vanificando il lavoro svolto precedentemente.

“In un clima di totale confusione organizzativa, – conclude – che ormai da diversi anni regna nel reparto, è da segnalare che nell’unico periodo di tempo in cui l’incarico di responsabile dell’unità operativa è stato affidato ad un medico trasfusionista, interno all’ospedale ed in possesso di tutti i requisiti di legge per ricoprire questo incarico, molte delle criticità che non hanno consentito l’ottenimento dell’accreditamento erano state superate, e le residue sarebbero state risolte in breve tempo”.

Il M5S chiede conto delle responsabilità: “La direzione generale dell’Azienda ospedaliera, in tutti questi anni in cui il posto di responsabile è rimasto vacante, ha spesso assegnato il ruolo di responsabile ad interim del reparto a soggetti privi delle competenze prescritte dalla normativa vigente”.

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