Palano Quero e Russo: “Sviluppo territoriale è competenza del Comune”

palano quero e russoFrancesco Palano Quero ( assemblea nazionale PD) e Alessandro Russo (associazione FreeDem) intervengono sulla questione piano regolatore portuale e sulle competenze territoriali. Scrivono

“La vicenda della firma da parte dell’Autorità Portuale di Messina del “Patto per la Falce” – dopo alcune ore di apparente indecisione – impone alcune riflessioni sul percorso intrapreso per la riqualificazione dell’affaccio a mare della città.

Deve innanzitutto essere chiaro l’intoccabilità del principio per cui spetti all’Ente locale decidere legittimamente sugli indirizzi di sviluppo e di programmazione futura del territorio: non si può accettare che la sorte futura del territorio della città venga decisa da altri Enti, peraltro non legittimati dal voto dei cittadini della comunità. E tale principio vale a maggior ragione per le parti più pregiate e più strategiche della città, quali la zona falcata e l’area dell’affaccio a mare, ivi comprendendo la cittadella ex fieristica.
Se in tale ottica, pertanto, un accordo tra più Enti interessati interverrà – e ce lo auguriamo al più presto – l’amministrazione cittadina è legittimata ad indicare le linee di sviluppo e di vocazione del proprio territorio.
In questo quadro, pertanto, non suscita nessuna meraviglia e nessuno scalpore la richiesta di rimodulare il carico volumetrico previsto nella zona FAL3 del Patto per la Falce”. Quelle aree costituiscono il centro più pregiato della riqualificazione del waterfront e – sulla stregua dei migliori esempi in altre città del Mediterraneo – vanno destinate alla fruizione pubblica collettiva, individuando le infrastrutture e i servizi conseguenti: dal centro congressi al parco archeologico, dalla passeggiata attrezzata alle strutture e i servizi di fruizione del mare e ristorativi; il carico volumetrico destinato all’intervento dei privati – ivi comprendendo le attrezzature residenziali, alberghiere e il previsto porticciolo turistico – può essere ricollocato nella parte più a Sud, lungo la promenade sul mare, come peraltro ampiamente previsto nella proposta di PIAU (al di sotto della via Santa Cecilia). I porticcioli turistici, è peraltro da ricordare, sono previsti dal P.R.P. anche in altre zone della città, come nella Rada di San Francesco, a seguito del trasferimento a Tremestieri degli imbarchi. Così, il PIAU vedrebbe più coerentemente l’intervento imprenditoriale privato con attività legate alla fruizione turistica del waterfront recuperato, mentre la parte più pregiata della Falce diventerebbe il fulcro più rilevante ai fini della rivalutazione museale, culturale e storica oltre che della riappropriazione della memoria da parte della città (Cittadella, Forte San Salvatore, Lanterna del Montorsoli, Museo del Mare o Museo 19/08…), con impatto di carico urbanistico necessariamente inferiore, onde non snaturarne la vocazione: quindi non si tratta di essere contrari all’intervento dei privati tout court, piuttosto di indirizzare tale intervento negli spazi urbanisticamente più coerenti.

Non è, quindi, “contrarietà preconcetta” all’intervento dei privati, quanto l’indicazione chiara che detto intervento sia previsto in aree più coerenti urbanisticamente, come appunto l’affaccio a sud e non al centro della riqualificazione urbanistica più pregiata, ossia quella della Falce. Ammonire e vigilare affinché il giusto “intervento pubblico-privato” non si tramuti in speculazione edilizia ci appare una ragionevole politica e non una pretestuosa contrarietà per non perdere l’ennesima ed ultima occasione di sviluppo della città.
Infine, riteniamo opportuno valutare una revisione complessiva del P.R.P., che appare oggi per molti suoi punti in contrasto con la successiva pianificazione urbanistica. Segnatamente, un così forte carico volumetrico sulla Falce, associato alla realizzazione di un porticciolo turistico da diporto, se non ridimensionati, appaiono difficilmente passabili al vaglio della VAS. Alcune previsioni del PRP appaiono in contrasto tra loro: ad esempio, i porticcioli turistici sarebbero a distanze ridotte l’uno dall’altro, le zone alberghiere dovrebbero convivere – nella parte storicamente più delicata della Falce – con le attività di rimessaggio e di cantieraggio navale e con il previsto parco storico della cittadella. Infine, le previsioni del PRP necessitano di urgente revisione in merito alla perimetrazione complessiva delle aree di ambito portuale: riteniamo non più rinviabile il principio per il quale la cittadella fieristica, la Via Vittorio Emanuele e le aree non strettamente legate alla funzione portuale tornino sotto l’indirizzo e la competenza delle amministrazioni della città. Tutti questi sono spazi pregiati di rilancio urbanistico della città da restituire ai messinesi. Proprio su questo chiediamo che il presidente regionale Crocetta, che sarà lunedì a Messina, assuma un impegno chiaro, nei confronti della città. Non si tratta solo di “sbloccare” l’iter di riqualificazione della Falce, ma anche di restituire spazi negati e mare negato alla città: sfidiamo su questo la politica della città, stranamente sempre silente”.

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