Messinaccomuna: «De Luca denunci le “pressioni” subite»

sindaco cateno de luca durante la conferenza di presentazione del piano atm dopo aver annunciato le sue dimissioni«Il Sindaco denunci alle autorità competenti le “pressioni” subite». È questa la richiesta di Messinaccomuna, il nuovo progetto di Renato Accorinti, che, a meno di 24 ore dall’approvazione del Salva Messina, scende nuovamente in campo per commentare le affermazioni e le azioni dell’attuale primo cittadino.

Il neonato laboratorio di partecipazione civica è intervenuto, infatti, con una nota inviata in mattinata per porre l’accento su alcuni punti dei lunghi interventi tenuti in Consiglio Comunale da Cateno De Luca, a cominciare dalle “pressioni” cui il Sindaco ha fatto riferimento a inizio Seduta.

«Senza entrare al momento nel merito dei contenuti di un provvedimento (il Salva Messina, ndr) che consideriamo politicamente, tecnicamente e amministrativamente sbagliato nell’impostazione e nelle proposte – ha specificato Messinaccomuna – riteniamo che il sindaco De Luca non possa lanciare accuse generiche e indistinte su fatti gravi senza essere consequenziale».

In sostanza, secondo i membri del laboratorio, il Sindaco dovrebbe rendere esplicite queste sue dichiarazioni e agire per vie legali, denunciando i responsabili: «È il primo pubblico ufficiale della città – hanno chiarito – e ha il dovere, quando denuncia pressioni, di dire chi le avrebbe esercitate».

Qualche idea su chi possa essere dietro le pressioni di cui il primo cittadino ha parlato più volte, Messinaccomuna sembra averla: «Forse queste “pressioni” provengono da Consiglieri Comunali in carica? – si è chiesta l’associazione. Lo si potrebbe pensare, visto che a introduzione della seduta consiliare il sindaco ha voluto chiedere l’astensione dalla seduta di tutti i Consiglieri che avessero parenti fino al quarto con interessi o occupazione nei servizi sociali o nelle partecipate».

«Da che pulpito viene la predica! – ha poi tuonato Messinaccomuna. De Luca è rinviato a giudizio con l’accusa di aver favorito la sua famiglia con interventi edilizi realizzati da sindaco a Fiumedinisi».

Secondo quanto ricorda il laboratorio, tra l’altro, il primo cittadino «aveva già fatto intendere in occasione del bilancio che alcuni Consiglieri avevano cercato di “avvicinarlo” per negoziare il proprio voto».

«Da pubblico ufficiale – ha chiarito Messinaccomuna- De Luca ha il dovere di denunciare alla Magistratura i tentativi di ricatto che dichiara di aver subito. Da Sindaco ha il dovere di far sapere ai cittadini quali Consiglieri interpretano in maniera indegna del ruolo il compito di rappresentanza della città. Presenti immediatamente alla Magistratura un esposto con nomi e cognomi».

In merito, infine, all’ultimo punto toccato ieri da De Luca a conclusione della seduta del Consiglio Comunale sul Salva Messina, ovvero le sue dimissioni da deputato dall’ARS e la sua volontà di rimanere sindaco della città dello Stretto, Messinaccomuna ha affermato: «De Luca ritiene corretto occupare la poltrona di sindaco a Messina, non fare il parlamentare regionale, ma rinunciare al magro emolumento peloritano in favore del lauto compenso palermitano prendendo soldi (in condizione di incompatibilità) per un lavoro che non svolge. A parte la non correttezza formale della richiesta, il sindaco è nuovamente omissivo».

 

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