Lettera aperta dell’avvocato Fragale contro i ricorsi

Emilio Fragale

L’avvocato e candidato alle primarie di centrosinistra, Emilio Fragale, ha scritto una lettera aperta dopo la presentazione del ricorso elettorale contro l’elezione a sindaco di Renato Accorinti.
Questo il testo:
“Questi ricorsi … fanno male. Fanno male alla città. Fanno male alla Istituzione. Fanno male a Francantonio Genovese. “Quisque de populo può presentare il ricorso”.
Ciascuno e’ libero di introitare un’azione per accertare il risultato elettorale e ribaltarne l’esito. Tuttavia, la “Politica può operare un discernimento oserei dire “necessitato”. Al secondo turno ha vinto dichiaratamente Accorinti. Non vince Accorinti contro Calabro’. Vince la passione e la ragione contro il tono muscolare. Calabro’, in verità, (lui personalmente) aveva compiuto un miracolo a spingersi sino a sfiorare la vittoria al primo turno (e probabilmente aveva pure vinto). Il ballottaggio ha, tuttavia, fotografato la condizione di una comunità che tra diserzioni, ammutinamenti, assenze ha dichiaratamente consacrato il rifiuto di ogni forma di sufficienza, supponenza, prepotenza dinanzi al “bene comune” e ai “beni comuni”. Messina ha usato la mano nuda di Renato per dare un ceffone alla “politica dei partiti, alle loro strutture, ai loro apparati.
Sbaglia chi ritiene che con Accorinti ha vinto la città dal basso.
Accorinti stravince in centro. La candidatura nasce dall’alto di un’aristocrazia di pensiero e azione … in Nuovi Orizzonti attorno alla contemplazione, alla visione, alla preghiera, all’impegno invocati da un gesuita “sfrattato” … che ha plasmato generazioni di messinesi … ora riunendoli in una piccola chiesa ma … di Piazza Cairoli. Questa genuina illuminazione ha contagiato tanti giovani che con sana carica rivoluzionaria hanno coinvolto famiglie di una borghesia (normalmente apatica) che – questa volta – hanno voluto esercitare un peso specifico – spesso … troppo spesso … in precedenza – barattato per logiche individualistiche e tornacontistiche. Perde il basso delle periferie acritiche imbarcate in sottosistemi avaloriali.
Su questo si può convenire. Vi e’ una esigenza di partecipazione, di discussione, di confronto, di contaminazione … in una parola di solidarieta’ (che per la dottrina sociale cristiana si traduce con l’assunto che “nessuno e’ estraneo al destino della comunità”). Facciamo governare Accorinti e la sua squadra. E’ un evento unico. Finalmente dopo questi cinque anni archivieremo la fastidiosa distinzione tra società civile e società incivile per ricondurre i distinguo tra chi ha ricoperto ruoli e chi no, tra ha rivestito ruoli con merito (prima e dopo) e chi no.
Ritorniamo al punto di partenza. Ciascun cittadino può presentare il ricorso ma … Calabro’ … ripeto Calabro’ potrebbe ufficialmente affermare che rinunzierebbe alla investitura.
Attenzione … non si tratta di evitare il commissariamento (peraltro, escluso dalla fattispecie) ma di ricercare una serenità, una pacificazione, una autorevolezza di insieme.
Calabro’ ha manifestato ambizione interna al PD (partito che ormai osservo “da fuori”). Affermi la leadership con coraggio … con dolore e intelligenza … il doppio prezzo della verità (L. Sciascia).
E … forza Messina!”

 

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