La nuova mappa sanitaria non piace neanche a Garofalo (AP) e Picciolo ( SF)

garofalo-meglio“Prossimità delle cure ed equa distribuzione dei presìdi sul territorio sono principi indefettibili in materia di sanità. Si chiarisca la logica che governa il Piano”.

“Prossimità delle cure, equa distribuzione dei presìdi sul territorio, qualità delle cure: sono questi i principi che devono ispirare qualsiasi intervento in materia di sanità”.
Così il deputato di Area Popolare, Vincenzo Garofalo.
“Le previsioni del piano regionale elaborato dall’assessore Gucciardi – che arrivano a due giorni dall’accordo raggiunto in conferenza Stato/Regioni sui livelli essenziali delle prestazioni, salutato dal ministro Lorenzin con entusiasmo per la forte volontà ribadita di mettere, sempre di più e sempre meglio, al centro il paziente – sembrano tradire questi indefettibili princìpi.
Eliminare il pronto soccorso a Mistretta e, soprattutto, a Barcellona dove ogni anno vengono curati circa 23mila pazienti, che sarebbero costretti a fare riferimento a Milazzo, dove ne vengono curati altrettanti, pregiudicherebbe fortemente il diritto alla salute dei cittadini.

In special modo in materia di sanità non si possono seguire solo criteri contabili ma occorre tenere conto dei diritti e delle necessità dei pazienti.
Il discorso vale anche per Messina dove pare che sia prevista la soppressione di quattro reparti dell’IRCCS Piemonte. Anche in questo caso sfugge la logica. Come può essere garantita la sicurezza del paziente in una struttura dove c’è chirurgia ma manca il reparto di anestesia? È necessario che chi ha predisposto questo Piano spieghi a quali esigenze risponde e come si immagina che possano essere garantiti i diritti dei cittadini”.

Anche Giuseppe Picciolo, capogruppo di Sicilia Futura all’ARS, dice no ai tagli alla Sanità siciliana. Lui scrive a Renzi, “per tentare di spiegare quanto potrebbe accadere in Sicilia nei prossimi mesi nel settore della sanità regionale con conseguenze davvero difficilmente spiegabili ai nostri ignari cittadini”.

“Premesso che da medico- scrive il deputato al Premier – sono impegnato in politica ed in commissione parlamentare regionale Sanità da quasi 9 anni conosco la storia recente del settore specifico in Sicilia. Conosco il disastro economico e gestionale da cui venivamo, gli oltre 300 milioni annui di mobilità passiva che pagavano alle regioni del Nord, i tripli primariati e doppioni di reparti pressoché inutili ed improduttivi. Per fare solo alcuni esempi del disastro ereditato. Oggi tutto ciò è un lontano ricordo! Grazie al prezioso lavoro di Assessori Regionali del calibro del dott. Massimo Russo, della Dr.ssa Lucia Borsellino e dell’attuale Assessore On. Baldo Gucciardi, peraltro esponente di punta del PD regionale. Dopo le doverose premesse andiamo al nocciolo del problema: da due anni i conti della sanità regionale, nonostante permangano parecchie criticità certamente rimediabili, sono in attivo di oltre 200 milioni di euro per il comparto specifico. La mobilità passiva più che dimezzata, l’offerta sanitaria strategica razionalizzata al meglio. Interverrebbe adesso “ope legis” il DM 70 ( Balduzzi/ oggi Lorenzin) che impone alla Sicilia un’ulteriore e drastica riconversione della organizzazione sanitaria che costringerà l’Assessore in carica ad intervenire in danno di un territorio che iniziava a vedere i risultati di un “piano di rientro” ministeriale adottato in modo quasi esemplare, nella speranza poi di proiettarsi verso la riqualificazione della offerta sanitaria, con fondi di esclusiva pertinenza regionale, ricorrendo al miglioramento strutturale degli ospedali e/o dei poliambulatori, alle assunzioni di tutto il personale, medico e non, necessario per rendere funzionale il sistema sanitario, migliorandolo ed “aggredendo” anche gli ulteriori 120 milioni di mobilità passiva rimasti a vantaggio delle Aziende Sanitarie del Nord.
Ma l’applicazione del DM 70 provocherà una immediata, ingiustificata ed ingiustificabile mortificazione di parecchie porzioni del territorio regionale, una nuova rivisitazione delle piante organiche aziendali appena approvate dalle singole Aziende sanitarie ancora al ribasso, la chiusura di parecchi reparti che non sono più solo doppioni ma rappresentavano presidi che erogavano, gran parte, buona sanità sul territorio.
Noi non vogliamo e non chiediamo leggi speciali o deroghe particolari, ma chiederti che non si riaprano i cosiddetti “viaggi della speranza” verso il Nord, forse a favore dei soliti poteri forti che gestiscono la sanità nazionale. Per questi noi ti chiediamo solo il diritto alla autodeterminazione di una Regione, peraltro ad oggi ancora a Statuto Speciale, che ad invarianza di spesa, senza un euro di costi aggiuntivi per il tuo Governo, vorrebbe completare una riforma sanitaria che ha dato ottimi ed indiscutibili risultati. Il Balduzzi avrà la sua ragion d’essere in Emilia od in Lombardia, regioni pilota nel mondo sanitario da anni, che hanno una struttura già organizzata sul territorio, il supporto della sanità privata a pagamento. Da noi ancora non è così.Forse non lo sarà mai, ma ci vorremo lavorare perché si potesse realizzare gradatamente.
Creiamo prima un sistema infrastrutturale efficiente, un sistema sanitario alternativo capillare che giunga nelle periferie come nei grandi centri, dotiamo il Sistema del servizio di elisoccorso h24 a tutto il territorio o di una rete di PTE perfettamente funzionante h24 e poi potremo discutere di ulteriori ridimensionamenti. Oggi questo non c’è e non ci potrà essere prima di un quinquennio.”

Picciolo conclude con la preghiera che “il governo centrale valuti,con propri tecnici, meglio la portata di questo DM 70 in Sicilia e di consentirci, senza oneri aggiuntivi a carico del Governo , di completare e migliorare la nostra idea di riforma sanitaria, completando da subito l’iter già avviato dei concorsi di settore, divenuti oggi indispensabili per la sopravvivenza dei reparti ospedalieri”.

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