Isgrò a Scoglio e ai cittadini: «Buon Natale e ognuno rifletta sui propri errori»

isgrò«Ho convocato alcuni amici del Centro Studi Metropolis per condividere questa mia nota e risponderti partendo dal pretesto dell’albero e della revoca dell’autorizzazione del mercatino di Natale a Piazza Duomo, per fare un discorso politico più ampio». Inizia così la lettera aperta che l’ex assessore Pippo Isgrò indirizza a Gianfranco Scoglio e ai cittadini di Messina.

Ecco il testo:

«Gianfranco come ti avevo scritto prima su facebook, condivido il tuo pensiero e quello di Pucci Mauro,  però consentimi di fare alcune riflessioni a volo d’uccello sullo stato dell’arte di questa città. Renato Accorinti, questa è storia recente, ha vinto fortunosamente al ballottaggio, anche con i miei voti e quelli di tanti Messinesi “nauseati” dalla politica che sono stati determinanti per battere di misura l’avvocato Felice Calabrò. I risultati, fino ad oggi, ottenuti sono stati assai deludenti, non lo voterebbero più, perché “Il Personaggio Accorinti” come Sindaco, è veramente un “oggetto misterioso,”e faccio fatica a trovare un aggettivo per qualificarlo; “Albero e Mercatino di Natale” compreso, sono solo la punta di un iceberg.  Visto il soggetto, mi viene in mente una frase che diceva spesso il compianto Presidente Cossiga per ironizzare causticamente su un politico o un personaggio che rappresentava “il Nulla”. Cossiga diceva: “È un bravo ragazzo”.

Gianfranco, la politica amministrativa che tu io e tanti altri abbiamo rappresentato negli ultimi tre mesi del nostro mandato l’abbiamo esercitata come dei “Bravi Ragazzi” e fino ad allora, a detta di molti, eravamo stati la “Migliore Giunta”degli ultimi 20 anni per le opere  incompiute che abbiamo completato o portato avanti: Palacultura, Secondo Approdo, Maregrosso, Svincoli ed Ecopas, etc etc.

È stata una lotta continua contro la mala-burocrazia e penso che tu condivida la mia opinione (nei prossimi giorni in una conferenza stampa,  se vorrai potremmo farla  insieme, per spiegare ai cittadini il perché di questa mia affermazione che può sembrare pretestuosa e parlare ai messinesi a viso aperto).

Se la città si trova in queste condizioni, la colpa è in parte anche nostra, sì nostra! Le dimissioni del Sindaco sono state devastanti e inopportune, perché hanno causato il commissariamento della città e con l’arrivo del dottor Luigi Croce è stata demolita implacabilmente, l’impalcatura amministrativa già precaria, che solo noi conoscevamo bene e potevamo governare con difficoltà, per gestirla con la nostra esperienza amministrativa affrontando con competenza le emergenze che si presentavano giornalmente ed espiando, nostro malgrado, le colpe delle altre amministrazione e dei commissari e anche nostre.

Invece le dimissioni del Primo Cittadino eletto con una messe di voti, per i messinesi è stato un tradimento e  ha provocato l’ennesimo insediamento di un personaggio sicuramente autorevole ma in pensione da anni e privo di esperienza di settore, e quindi inadeguato per una  città di 250 mila abitanti in gravi difficoltà economiche, che non poteva rispettare il “Patto di Stabilità” perché una circolare, e non una legge, considerava gli investimenti fatti dall’amministrazione come “debiti.” Quindi col commissariamento, la città  è piombata in un baratro profondo da cui non poteva più uscire. Ogni giorno il Commissario e i suoi collaboratori non facevano altro che lanciare messaggi subliminali funesti e fare scelte inopportune — come la rotazione immotivata dei Dirigenti in un momento difficile, mettendo nel caos la “Macchina Comunale” che si bloccò per mesi. Questi comportamenti inutili, inopportuni e dannosi,  hanno lasciato sgomenti i cittadini, i dipendenti comunali e tutto l’indotto che operava e lavorava al tempo, con l’Amministrazione Comunale.

Il dissesto è alle porte, ricordavano giornalmente, il bilancio è falso, non pagheremo gli stipendi, non possiamo garantire i servizi  alle cooperative e aumenteremo le tasse comunali. Questo è stato il live motive che si ripeteva continuamente lanciando immotivati allarmi  che hanno reso la vita amara a tutti i messinesi, e principalmente agli impiegati comunali, che tranne una piccolissima parte negativa, sono la vera risorsa della “Azienda Comune”.

Oggi Gianfranco, tutto è cambiato e il bilancio non era falso. L’assessore del tempo, il dottor Orazio Miloro, ha bel lavorato portando da subito il Bilancio Comunale da 980 milioni di euro dalla data dell’insediamento a 530 milioni di euro al giorno della nostra decadenza. Questa è stata la prima vera “Speding Rewiew”(traduzione letterale,mantenere gli stessi servizi riducendo le spese) reale fatta da un amministratore competente, consapevole e attento. Lo rimprovero solo perché non ha mai difeso il suo ottimo lavoro di assessore, preferendo tenere un profilo basso, atteggiamento che io non ho condiviso e non gli ho mai, amichevolmente, perdonato. Ci ha pensato però l’ottimo Ragioniere Generale, Nando Coglitore, che ha sempre difeso col coraggio di un leone  il  Bilancio ed è andato in pensione da vincitore, zittendo tutti.

In conclusione caro Gianfranco, anche noi abbiamo le nostre colpe: abbiamo tradito i nostri concittadini  che storicamente hanno sempre votato Centrodestra andando divisi alle ultime elezioni comunali, come dei pellegrini, e i nostri elettori storici ci hanno puniti, eleggendo chi non sa di cosa stiamo parlando e di come si amministra una città difficile e piena di  contraddizioni come Messina:  “per capirla, come diceva una  vecchia pubblicità, bisogna esserci dentro” e  io aggiungo anche avere conoscenza, competenza e capacità.

Buon Natale a Tutti e in particolare a Renato e, visto che lui fa sempre citazioni “profonde che vengono dal basso,”  ne faccio una anch’io : “Adducere inconveniens non est solvere argumentum”. Buon Natale Messina e Buon Natale ai miei concittadini.  Meditiamo tutti, io per primo, che votare per eleggere un senatore, un deputato, un consigliere comunale, un presidente e un consigliere circoscrizionale è una cosa seria. Votare per eleggere il Sindaco di una grande città, lo è ancor di più. Mi auguro che la gente non voti più per interesse ma perché ha voglia di far politica per amore della città e dei cittadini».                                                   

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