Faranda, Panarello, Indietrononsitorna e Prefettura sulla sicurezza al Comune

municipio messina2Prima piccoli furti e danneggiamenti, poi, negli ultimi due giorni, irruzioni ed aggressioni, fisiche e verbali. Si ripropone il “problema sicurezza” a Palazzo Zanca.

E, dopo la solidarietà, trasversale e totale, da parte di politici e sindacati, arriva da più parti la richiesta di maggiore sicurezza nella sede comunale.

Dopo gli interventi odierni del presidente del consiglio comunale, Emilia Barrile e  del capogruppo Pd, Paolo David, anche il consigliere comunale Ncd, Daniela Faranda, in una nota stampa, scrive: «Desidero esprimere massima solidarietà al Corpo di Polizia Municipale, ai giornalisti e ai dipendenti comunali per quanto accaduto ieri e per ciò che quotidianamente accade, nei corridoi e negli uffici del Comune di Messina».

Ma Faranda ricorda di avere già lanciato lei stessa l’allarme con una nota in cui faceva riferimento ad un aggressione”verbale” di cui lei stessa era stata oggetto qualche tempo fa: «Ascoltando le dichiarazioni in merito, sono lieta che oggi, a distanza di un mese dalla mia nota, rispetto alla quale Sindaco, Giunta e consiglieri sono rimasti assolutamente indifferenti, e in seguito alla quale sono stata oggetto di scherno da più parti, se ne siano compresi l’importanza e il senso».

«Nel sottolineare e confermare, il mio quotidiano impegno e il continuo dialogo e confronto sui temi cittadini, con chiunque, nessuno escluso ritengo che in un momento così difficile per la città, con una tensione sociale alle stelle perché la gente non riesce ad avere risposte concrete ma, di contro, paga il salatissimo prezzo di scelte e a volte di “non scelte”, sia di fondamentale importanza – continua Faranda -, ripristinare il rispetto della legalità e delle istituzioni la cui delegittimazione espone al concreto rischio di implosione sociale».

«Compito che precipuamente spetterebbe al sindaco – aggiunge – il quale, tuttavia, invece che realizzare un palazzo di vetro, ha dato vita a un luogo esposto a rischi di ogni genere per l’incolumità di chi vi lavora. Alla luce degli animi che si vanno sempre più esacerbando, ne viene fuori un clima di tensione che non giova alla serenità di chi deve assumere scelte delicate che inevitabilmente hanno ricadute sulla comunità. Resta da parte mia – conclude l’esponente Ncd – la condanna per qualunque atto di violenza verbale o fisica, che non può e non deve essere “utilizzata” da chiunque per ottenere risposte».

Uno dei protagonisti dei fatti degli ultimi due giorni a Palazzo Zanca, l’assessore Patrizia Panarello, ha inviato una nota al sindaco, Renato Accorinti, al segretario generale, Antonio Le Donne, e al comandante del Corpo di Polizia municipale, Calogero Ferlisi, in cui si legge:  «A seguito dei fatti accaduti ieri, di una gravità inaudita, si chiede – si legge nel documento – di voler prevedere una maggiore e adeguata presenza di forze di Polizia municipale a Palazzo Zanca, soprattutto in occasione di eventi straordinari e di manifestazioni potenzialmente a rischio per la sicurezza; di voler istituire urgentissimamente un presidio del Corpo di Guardia nel gabbiotto dell’ufficio degli atti correnti, sito al piano terra del Palazzetto di Palazzo Zanca; di volersi attivare per mettere in atto tutte le azioni necessarie per scoprire chi abbia informato gli ambulanti del passaggio segreto che porta alle stanze del sindaco, aggirando la sicurezza. Questo perchè bisogna scongiurare in ogni modo che l’episodio di ieri abbia a ripetersi con conseguenze anche peggiori».

Anche l’associazione Indietrononsitorna, esprime il proprio parere a proposito di quanto avvenuto a Palazzo Zanca, e, in una nota stampa, scrive: «L’associazione Indietrononsitorna, nello stigmatizzare l’accaduto, propone alla cittadinanza alcune riflessioni. E’ talmente diffusa nella nostra città la cultura dell’illegalità – si legge – che provvedimenti assolutamente legittimi di ripristino delle regole  operati dalle forze dell’ordine  vengono considerati come intollerabili soprusi, tanto da ritenere possibile invadere le stanze del Municipio,  praticamente indisturbati, e minacciare fino all’aggressione fisica il Sindaco di Messina. Tutto questo, con pochissime eccezioni,  nel  silenzio delle Istituzioni e di quanti hanno responsabilità politiche, pronti molto spesso a  criticare l’amministrazione, ma altrettanto pronti a guardare altrove quando il Sindaco viene attaccato per difendere la legalità e quindi i diritti di tutti noi cittadini. Qualcuno – continuano dall’Associazione – sta erroneamente intendendo la mancanza di barriere all’entrata del Comune, come un invito a salire indisturbato nella stanza del Sindaco per urlargli in faccia le sue ragioni. D’altro canto, la risposta non può certamente essere quella di ripristinare i tornelli e le vetrate, barriere non accettabili in un contesto democratico. Le soluzioni – sottolineano da Indietrononsitorna – sono nella previsione di adeguati servizi di controllo che debbono essere assolutamente attivati, evitando rimpalli di responsabilità. Più di ogni cosa urge un mutamento d’atteggiamento da parte  di tutti: come ripete spesso Renato – concludono -, se non cambiamo tutti mentalità è impossibile cambiare Messina».

Ma anche le forze dell’ordine, riunite in Prefettura per fare il punto sulla delicata situazione, sollecitate peraltro anche dall’OdG Sicilia, che denunciava la difficoltà per i giornalisti di svolgere il proprio lavoro,  hanno ritenuto di dovere sensibilizzare l’Amministrazione comunale, a garantire che tutte le attività politico-amministrative all’interno del Municipio siano svolte in sicurezza, attraverso la presenza degli agenti della Polizia Municipale.

«Dovrà garantirsi – si legge, infatti, nella nota stampa – la sicurezza degli utenti e degli operatori dei mezzi di comunicazione presenti, i quali devono legittimamente e serenamente attendere allo svolgimento dei propri compiti. A tale fine potrà essere valutata anche la predisposizione di accorgimenti di difesa passiva».
«Naturalmente rimane, al verificarsi di particolari situazioni critiche – continuano dalla Prefettura -, la possibilità di richiedere l’intervento degli operatori delle forze di polizia che sarà prontamente assicurato».
«Le forze di polizia garantiranno il proprio intervento – assicurano -. Per quanto riguarda le attività del Consiglio Comunale, a norma del vigente statuto, l’ordine delle sedute e la regolarità delle discussioni deve essere assicurata dalla Presidenza, e, pertanto, l’intervento delle forze di Polizia potrà avvenire solo su richiesta della Presidenza del Consiglio comunale».

 

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