Elezioni 2018. ll voto dei siciliani a confronto con le scorse Regionali

camera-dei-deputati-montecitorioElezioni 2018 Sicilia. Il cappotto politico del Movimento 5 Stelle in Sicilia non smette di far discutere. Un plebiscito che ha consegnato ai pentastellati 53 seggi, nonostante i candidati presentati siano stati solo 49. Una situazione quanto mai paradossale e anomala che Giancarlo Cancelleri, candidato alla presidenza della Sicilia lo scorso novembre, ha definito come «un buco nella legge elettorale» già precedentemente annunciato dal movimento stesso.

Tesi smentita da Ettore Rosato, per il quale non sussiste niente di anomalo. Ciò non toglie che se per i seggi rimasti vacanti alla Camera si è trovata una soluzione (verranno ripartiti tra Piemonte, Lazio e Molise), il posto del Senato non si sa ancora che fine farà. Tra le ipotesi possibili ci sarebbe addirittura quella che prevede il passaggio del seggio a Forza Italia.

La Sicilia, quindi, che solitamente fa da termometro per le elezioni Politiche, stavolta ha mostrato un cambiamento di rotta, probabilmente da ricondursi a due fattori fondamentali: il fallimento del Pd e l’aumento dell’affluenza. Il 48% dei siciliani, infatti, ha scelto il Movimento 5 Stelle, percentuale più che doppia rispetto a quella ottenuta alle elezioni regionali scorse.

Se il grande sconfitto è, quindi, il Partito Democratico, il cui declino in Sicilia è stato segnato anche da un criticatissimo governo Crocetta, la situazione non è rosea per il centro destra. La coalizione, infatti, è riuscita a ottenere il 21% di voti con Forza Italia e il 5% con la Lega, numeri molto lontani da quelli sempre registrati in Sicilia.

A far da ago della bilancia durante le passate elezioni regionali siciliane a favore del centrodestra è stata, tra le altre, la figura di Luigi Genovese, figlio di Francantonio Genovese, che ha portato quasi 18 mila voti alla coalizione.

La sua candidatura, come quella di altre figure politiche locali molto forti, ha influenzato l’andamento delle passate elezioni, differentemente da quanto accaduto in questa tornata elettorale in cui, più che scegliere il singolo candidato, gli elettori hanno scelto il partito.

E così il plebiscito del Movimento 5 Stelle si è consumato, sottolineando la volontà dei siciliani di rompere con la politica passata, volontà che non troppo si discosta da quella che portò alla vittoria di Renato Accorinti nel 2013.

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