Elezioni: a Messina è boom di liste. Crisi di fiducia verso i partiti

candidati sindaco messinaIl 10 giugno può sembrare lontano ma, in realtà, due mesi possono anche non essere sufficienti per impostare una campagna elettorale solida ed efficace. Lo sa bene il centro-sinistra che non è ancora riuscito a trovare il nome di un candidato sindaco per Messina che rappresenti l’intera coalizione alle prossime elezioni (nelle ultime ore si è parlato di Antonio Saitta e Flavia Timbro ma nulla ancora è stato annunciato ufficialmente). Appena ieri, invece, il Movimento 5 Stelle ha annunciato ufficialmente di puntare su Gaetano Sciacca per le amministrative, anche se il candidato non si è mai ancora palesato in queste vesti.

A Messina l’unica cosa che sembra essere certa in questo momento è la crisi di fiducia nei confronti dei partiti, siano essi di sinistra, di centro o di destra. A testimoniarlo il fatto che molti degli attuali candidati sindaco hanno scelto di non legare il proprio nome ad un simbolo politico. L’alternativa delle liste, o del movimento, piace molto di più. 

Via libera quindi a “Missione Messina” di Santi Daniele Zuccarello e “Messina Splendida” di Pippo Trischitta, per passare poi a “De Luca Sindaco di Messina” e “Bramanti Sindaco per Messina”.

Tutti nel corso delle varie conferenze stampa hanno sottolineato a gran voce di volersi presentare “da soli”, senza l’appoggio dei partiti, la cui presenza sembra rappresentare una sorta di lettera scarlatta di cui nessuno vole farsi portatore.

«Come potete vedere nessun simbolo di partito compare accanto al mio nome – ha dichiarato sabato Dino Bramanti. Questo perché sono io a scendere in campo, io che non sono un politico ma un messinese che vuole portare in alto il nome della sua città». C’è poi, invece, chi faceva parte di un partito ma ha deciso di intraprendere una nuova strada per incompatibilità con gli altri, ormai ex, compagni. «È inevitabile che io lasci Forza Italia – ha annunciato venerdì scorso Pippo Trischitta – non ho avuto pressioni, ma la mia presenza è incompatibile con il ruolo di primo piano svolto da Francantonio Genovese».

Insomma, chi non fa parte di un partito fa di tutto per tenersi alla larga da loro e chi ne fa parte non ci pensa due volte a tirare i remi in barca.

I candidati sindaco, quindi, cercano di puntare l’attenzione degli elettori più sui singoli programmi che sulle ideologie politche. Provano a mettere al centro Messina ed i messinesi piuttosto che i grandi partiti che, a quanto pare, non sono più così attraenti come qualche anno fa.

Alla base di questo cambiamento c’è, senza dubbio, un’oggettiva perdita di fiducia da parte dei cittadini nei confronti della politica, troppo spesso additata come poco efficiente e non rispettosa delle tante promesse fatte in campagna elettorale ma mai realizzate dopo lo spoglio.

In questo scenario fatto di persone e non di simboli, anche l’attuale sindaco Accorinti conferma di voler tornare sulla poltrona di primo cittadino senza l’appoggio di alcun partito, ma soltanto di liste civiche, come è accaduto già 5 anni fa.

Questa nuova tendenza individualista dovrebbe servire da spunto di riflessione, perchè quando la gara si basa su chi è meno appoggiato dalla politica “tradizionale” vuol dire che qualcosa è davvero andato storto. 

 

 

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