De Luca e la Giunta disertano l’Aula per protesta: è di nuovo scontro con il Consiglio Comunale

Foto di Cateno De Luca e della sua Giunta comunale«Non siamo andanti in Consiglio Comunale per protesta e non ci andremo fino a quando non saranno abbassati i toni della dialettica politica» così il sindaco Cateno De Luca commenta la sua assenza in Aula durante la discussione sul bilancio consuntivo e consolidato 2017.

Si riaccende così la polemica tra i due organi amministrativi di Palazzo Zanca che sembrava essersi sedata dopo l’approvazione del Salva Messina. E invece, oggi, Sindaco e Consiglio Comunale sembrano nuovamente ai ferri corti: «Comprendo che ogni tanto qualcuno ha la necessità di ricordare al mondo che esiste – ha commentato con sarcasmo il Primo Cittadino – ma non intendo replicare a coloro che cercano visibilità attaccando l’Amministrazione Comunale senza alcun motivo».

Il casus belli, l’elemento che ha causato questo nuovo scontro, si è già detto, è stata l’assenza del Sindaco e della Giunta alla discussione in Aula riguardante l’approvazione del bilancio consuntivo e del consolidato 2017, avvenuta venerdì scorso. Assenza che ha generato non poche polemiche tra i consiglieri.

«Oltre 15 giorni fa – ha commentato al riguardo Cateno De Luca – avevamo inviato a tutti i consiglieri comunali la nota per avere la rinuncia ai termini di legge per l’approvazione del bilancio consuntivo e consolidato 2017. Tali rinunce sono arrivate solo tre giorni fa.Tutto si poteva gestire meglio e prima ma si è preferita la strada delle sterili polemiche mettendo a rischio un centinaio di famiglie ancora precarie che attendono la stabilizzazione».

Quindi, per protesta, il Sindaco di Messina e i suoi assessori hanno “disertato” la Seduta del 14 dicembre e annunciano, per voce di De Luca, che non si presenteranno in Aula finché «non saranno abbassati i toni della dialettica politica».

«L’approvazione del bilancio consuntivo e del consolidato sono atti dovuti che non riguardano la mia Amministrazione Comunale – ha concluso il Sindaco. Non accetto che anche questi atti si debbano trasformare in guerre di religione: a ciascuno il suo, nel rispetto dei ruoli».

(391)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *