Il “dopo-David” blocca l’aula. E intanto la Messinaservizi Bene Comune aspetta

consiglio comunaleIl consiglio comunale si impantana tra cavilli giudiziari, presunti casi d’ineleggibilità, surroghe e pareri tecnici e intanto della Messinaservizi Bene Comune continua a non vedersi neanche l’ombra. Oggi l’aula doveva discutere della delibera che di fatto istituiva la nuova società chiamata a gestire la raccolta dei rifiuti, invece nell’Ordine del Giorno è stata data la priorità al caso che riguarda l’ineleggibilità di Donatella Sindoni, su cui pende una sentenza del Tribunale con la consigliera che ha già presentato ricorso.

Il problema è che i consiglieri non sono arrivati neanche a discutere la delibera presentata dal segretario generale, Antonio Le Donne,perché ancora prima c’era da prendere atto di un’altra delibera, quella che riguardava le dimissioni di Paolo David a vantaggio di Gaetano Gennaro. Com’è noto l’ex capogruppo del Partito Democratico, poi passato a Grande Sud, si trova agli arresti domiciliari dalla scorsa primavera per i risvolti dell’operazione “Matassa”, ma da quel momento a prendere il suo posto è stato Gaetano Gennaro, secondo dei non eletti della lista del Pd.

Secondo, perché prima di lui ci sarebbe Giovanni Cocivera, impossibilitato a svolgere il ruolo di consigliere perché anch’egli agli arresti domiciliari. David lo scorso 22 dicembre ha presentato le dimissioni da consigliere spalancando le porte alla nomina definitiva di Gennaro, sempre se nel frattempo Cocivera non possa ricoprire il ruolo istituzionale. Tutto sembrerebbe filare sotto il profilo logico, un po’ meno sotto quello strettamente giuridico.

Il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Trischitta, critica la delibera che a suo dire sarebbe viziata: “Non è possibile che Gennaro venga nominato a  titolo temporaneo, ci deve essere una sostituzione definitiva – ha dichiarato – non mi risulta che da parte del Gip ci sia stata alcuna risposta al Segretario Generale in cui chiarisce l’impossibilità di Cocivera a ricoprire in futuro il ruolo da consigliere. La surroga non deve essere fatta direttamente all’indirizzo di Gennaro ma di Cocivera, visto che è il primo dei non eletti della lista del Pd e questo nella delibera non si evince. Cocivera quindi va nominato consigliere, se poi lui vi rinuncia per ovvi motivi può subentrare Gennaro”.

Inoltre l’esponente del centrodestra si domanda come mai la vicesegreteria abbia impiegato un mese per formulare l’atto, visto che le dimissioni di David risalgono al 23 dicembre e  la delibera porta la data del 23 gennaio. Il dirigente Giovanni Bruno ha dichiarato come “questo dato sia assolutamente irrilevante ai fini della valutazione della delibera e il dipartimento aveva a disposizione 30 giorni per poterla formulare. Se è stato impiegato tutto questo tempo è per via del sottodimensionamento di un ufficio fortemente impegnato”.

A fare chiarezza ci prova il segretario generale, Antonio Le Donne: “Già lo scorso mese di maggio da parte della Prefettura abbiamo avuto comunicazione che il Cocivera non potesse subentrare – ha dichiarato – noi abbiamo predisposto tutti gli atti necessari e  ritengo siano abbastanza chiari, visto che attualmente nei confronti di Gennaro non si può procedere se non con una nomina temporanea”.

I chiarimenti di Le Donne però non sortiscono l’effetto sperato, al momento della votazione qualche consigliere esce dall’aula facendo cadere il numero legale così il consiglio è stato rinviato a domani alle 13. Ciò che ci domanda adesso è come il consiglio agirà di fronte ad una delibera ben più complessa rispetto a quella discussa oggi pomeriggio, perche il caso della presunta ineleggibilità di Donatella Sindoni assomiglia sempre più ad un vicolo cieco.

L’aula rischia di ritrovarsi con le spalle al muro invischiato in una situazione complicata mentre 600 lavoratori di Messinambiente aspettano la nascita della nuova società.

Antonio Macauda

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