Chiusura uffici postali. Cucinotta: «Il “Sindaco scalzo” che intende fare?»

Foto_Caffo_Nicola_CucinottaLa chiusura, a partire dal 7 settembre, di quattro piccoli uffici postali del messinese continua a provocare reazioni politiche. Di oggi la nota stampa del consigliere comunale, Nicola Cucinotta

“Come al solito  sono i più deboli a pagare il prezzo più alto – scrive Cucinotta -. Le ufficializzate chiusure degli sportelli postali che si stanno per perpetrare non può far rimanere indifferente chi amministra questa città.  Mi chiedo: cos’altro verrà pensato per rendere la vita più difficile ai pensionati? Sono già svantaggiati dall’età e da un Inps col quale è sempre più difficile dialogare se non per quei pochi anziani che riescono a destreggiarsi col computer, visto che gli sportelli per il pubblico stanno sparendo. Ora vengono anche chiusi alcuni uffici postali, nei quali per la quasi totalità vengono versate le pensioni e che tra l’altro rappresentano un reale  punto di riferimento diffuso sul territorio”.

“Per molti anziani – sarà un serio problema spostarsi anche per qualche decina di chilometri per prelevare la pensione, pagare le bollette e usufruire dei servizi; per non parlare poi delle code che sicuramente aumenteranno vista la riduzione degli sportelli, e non è per tutti uguale passare molto tempo in fila quasi sempre senza neanche la possibilità di sedersi”.

Cucinotta si stupisce della posizione del sindaco, Renato Accorinti: “Mi sarei aspettato dal Sindaco una ferma presa di posizione sull’argomento, avrebbe dovuto erigere le barricate, naturalmente a favore dei nostri concittadini più deboli e svantaggiati che come al solito sono quelli che pagano il prezzo maggiore dei tagli ai servizi”.

“Anche la categoria che rappresenta i lavoratori postali si è dichiarata contraria al piano di interventi di riduzione del servizio – aggiunge il Consigliere -, in quanto tradisce la naturale funzione e l’identità storica di Poste italiane. La chiusura degli uffici o la diminuzione delle giornate di apertura avrà ricadute anche occupazionali: i lavoratori verranno momentaneamente ricollocati in altri uffici postali e Poste avrà portato a casa l’unico imprescindibile obiettivo che si è prefissata nel Piano industriale di taglio dei costi presenti e futuri”.

“Un atteggiamento incomprensibile – continua -, poiché con la complicità della politica si continuano a recuperare risorse nel modo sbagliato, tagliando i servizi al cittadini, in nome della razionalizzazione e della digitalizzazione. Si tratta dell’ennesima bastonata verso il nostro territorio. È palese come oramai i Comuni e nello specifico i villaggi, rappresentino il capro espiatorio per giustificare sprechi e cattiva gestione di tutto il sistema pubblico e degli enti collegati: ma non è affatto così”.

Cucinotta non accetta la situazione e dichiara: “La nostra comunità non deve né può subire l’ennesimo schiaffo”.

Ricorda: “Proprio per le motivazioni, sinteticamente esposte, il 27 marzo 2015 il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità dei presenti un Odg, redatto dal sottoscritto e cofirmato anche dai colleghi Pagano, Cardile, Vaccarino, Contestabile, Perrone, C. David e Cantali, nel quale si impegnava il Sindaco, in primis, a farsi parte diligente presso la Direzione Nazionale di Poste Italiane, l’Amministratore Delegato di Poste  e in particolare con la Direzione Regionale di Poste Italiane, affinché sia garantita l’effettività dei servizi essenziali per la popolazione residente nei villaggi di Pezzolo, Altolia, Cumia, San Saba e San Filippo, al fine di assicurare il rispetto delle norme adottate dall’AgCom e onde favorire una concertazione con Poste Italiane SpA, garantendo una razionalizzazione che non vada a discapito delle aree più svantaggiate della nostra città. In secundis – aggiunge -, si chiedeva di convocare con sollecitudine un tavolo di confronto con l’Azienda, presso l’Aula Consiliare, alla presenza dei rappresentanti regionali dell’Anci, della deputazione Nazionale e Regionale, della Giunta Municipale, dei componenti il Civico Consesso, dei rappresentanti sindacali e dei cittadini”.

Ma niente è cambiato: “Apprendo con grande dispiacere – scrive Cucinotta – che il primo cittadino nonostante le sollecitazioni e i suggerimenti, giunti dal Consiglio Comunale, non ha ad oggi posto in essere alcuna iniziativa necessaria a scongiurare la chiusura di quei presidi sociali esistenti nel territorio, quali gli uffici postali ubicati da Pezzolo a Cumia fino a San Saba, rappresentano”.

“Auspico – continua – che il Sindaco Renato Accorinti in seguito alla comunicazione, ricevuta formalmente da Poste Italiane, di chiusura dei 4 sportelli postali Cittadini, si risvegli da questo lungo sonno e finalmente attivi un confronto per tentare, se non altro, di far rispettare quanto sancito dall’Agicom, come richiesto in tempi non sospetti dal Civico Consesso e, da ieri, anche dalla Segreteria della Slp Cisl attraverso una “dura” nota indirizzata proprio a Renato Accorinti, sperando non sia troppo tardi”.

“Il Sindaco scalzo, idealista –a suo dire- uomo di tante battaglie a difesa degli svantaggiati, dei disagiati e degli emarginati – conclude Cucinotta-, appare fortemente disorientato e sembra non discernere più le grida provenienti dal basso”.

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