Capitale Messina: “Renzi va dai sindaci con ‘S’ maiuscola. Sia progressista”

Matteo RenziCapitale Messina pensa alla sostanza ( Renzi che nel suo tour calabro-siculo salta Messina) e non alle beghe da Facebook ( Eller e il tanfo mafia). Questa la nota che invia:

“Mentre la politica messinese è impegnata nella polemica sulle esternazioni di un ragioniere toscano, al quale sono state affidate le chiavi della disastrata situazione finanziaria del nostro Comune, altrove la vita continua.
La notizia del giorno è che il presidente del consiglio Matteo Renzi sabato mattina sarà a Reggio Calabria per inaugurare il museo dei Bronzi di Riace e per firmare il patto per la città metropolitana di Reggio Calabria.
Nella stessa giornata di sabato, nel pomeriggio, attraverserà lo stretto e saltando la nostra città a piè pari sarà a Catania dove incontrerà un Sindaco con la “S” maiuscola, Enzo Bianco, col quale firmerà il “patto per Catania” che prevede investimenti per 700 milioni; dopodiché andrà a Palermo dove firmerà insieme al Sindaco con la “S” maiuscola Leoluca Orlando il “patto per Palermo” che prevede ulteriori investimenti, 330 milioni, per il capoluogo siciliano.
E Messina? Niente, neanche un cenno, una qualsiasi attenzione, da parte del Presidente del Consiglio: l’unica città metropolitana dell’area siculo-calabra a non essere coinvolta nel tour è appunto Messina.
Certo, forse paghiamo lo scotto di essere rappresentati da una classe politica poco autorevole, il sindaco, con la “s” minuscola, Accorinti ha sicuramente un problema di scarsa credibilità, d’accordo, ma perché il prezzo, e salato, lo deve pagare la città?
Gia da molti segnali si era compreso che la nostra città non è al centro delle attenzioni del governo; ma un governo progressista, caro Renzi, per meritarsi quell’appellativo non deve lasciare indietro nessuno, né cittadini, né minoranze, e tantomeno interi territori.
Modifichi i suoi programmi, Renzi, si fermi a Messina. È di fondamentale importanza che si dia un segnale di attenzione alle nostre comunità, la nostra gente non merita questa ulteriore mortificazione, questo messaggio di inequivocabile abbandono”.

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