Calabrò su Accorinti: “I messinesi sono già pentiti del voto”. E sulla sentenza Cga: “Vicenda lunga, bene mettere un punto”

Felice Calabrò ballottaggioNon era più intervenuto sulle questioni politiche del Pd. Da mesi Felice Calabrò, candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni 2013,  preferiva il silenzio. Le polemiche tra le correnti sulla riorganizzazione del partito non lo avevano visto in scena. Oggi è tornato a farsi vedere e a parlare prima della presentazione della Festa dell’Unità del Pd organizzata dai giovani democratici.

Calabrò è il protagonista diretto, insieme al sindaco Renato Accorinti, del provvedimento del Cga (ancora non notificato) che potrebbe far controllare le schede nei seggi dove i ricorrenti hanno denunciato anomalie nei risultati conteggiati al primo turno e che non avrebbero consentito all’ex capogruppo comunale dei democratici la vittoria in prima battuta.

“Mi auguro che quanto prima esca la sentenza, non m’interessa l’esito – dichiara Calabrò – ma è bene mettere un punto a una vicenda giudiziaria che si protrae da troppo tempo, quello che arriverà prenderemo, dico che Messina che usciva fuori da troppi commissariamenti e se volete anche da diverse amministrazioni che non hanno fatto il meglio è stata peggiorata da quest’amministrazione che non ha niente di amministrazione, questa giunta non c’entra niente con l’amministrare”.

Sulla Festa dell’Unità l’ex consigliere afferma che i giovani del Pd stanno dando l’esempio per superare le divisioni e dare soluzioni pratiche alla gente stanca di sentire parlare di poltrone e incarichi politici da dare a questo o quello.

Sul silenzio degli ultimi mesi che non lo ha visto intervenire o occuparsi delle vicende Pd Calabrò risponde così: “Non mi sono allontanato dalla vita politica, sono attivo e lo sono sulle cose concrete, forse sono un po’ meno in vista ma a questa cosa porremo a breve rimedio, il Pd ha invece una seria difficoltà a dialogare con il presidente della Regione e da lì a cascata ne subiscono le conseguenze le realtà locali, non è solo Messina in questa situazione, con i giovani e con la segreteria Ridolfo dobbiamo andare verso un nuovo Pd, per un nuovo avvio del partito che non può basarsi solo sulla figura di Renzi, un partito si basa su tante persone, su tante iniziative e su tante idee, non basta solo il carisma”.

Sulla giunta Accorinti, dopo un anno e mezzo di governo, il giudizio dell’ex concorrente principale dell’attuale sindaco alle comunali è impietoso. Lo era stato anche prima della conclusione del primo anno di giunta: “Quando giro per strada, io cammino molto, a distanza di sedici mesi dalle elezioni la gente mi ferma e moltissimi mi manifestano un pentimento, sono pentiti di aver votato la novità che evidentemente non era ben pronta ad affrontare i problemi di Messina, sono molto critico perché è rimasta una rivoluzione sulla carta, il sogno è diventato un incubo, Messina se ne sta accorgendo con mio grande rammarico, non m’interessa dire e criticare, mi farebbe piacere elogiare ma sento soltanto chiacchiere da bar e spiriti liberi che non producono concretezza per Messina”. @Acaffo

 

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