Buzzanca deve pagare il salato “biglietto” di Juventus- Monaco: 28.600 euro

photo 25684Juventus-Monaco: una partita costata cara all’ex sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, al suo allora capo di Gabinetto, Antonio Ruggeri ed a Giuseppe Mauro, dirigente dello stesso ufficio.

La Corte dei Conti, aveva condannato i tre a rimborsare al Comune, rispettivamente, 28.600 euro per Buzzanca, e 14.400 euro a testa per Ruggeri e Mauro.

E’ del 3 marzo, la delibera che, proposta dall’assessore all’Avvocatura Nino Mantineo, richiede il pagamento delle somme dovute.

Nell’atto della giunta Accorinti viene spiegato che nonostante Mauro e Ruggeri abbiano presentato appello alla sentenza della Corte dei Conti “non risulta agli atti a disposizione dell’ente la sospensione della sentenza a seguito di proposizione di appello da parte dei condannati”.

Si è quindi deciso di procedere e di compiere i passi successivi per recuperare le somme in questione. E’ stato individuato come ufficio competente alla riscossione crediti il dipartimento Avvocatura del Comune di Messina ed il Dipartimento Risorse Umane, “relativamente al recupero da effettuarsi a carico del dipendente ancora in servizio”, si tratta di Antonio Ruggeri che svolge regolare servizio presso il dipartimento Cultura.

La delibera del 3 marzo inoltre incarica “i direttori di sezione Giovanna Arrigo e Giuseppe Bottaro, del procedimento di recupero delle somme liquidate, a favore de Comune di Messina, con la predetta sentenza di condanna, nominandoli contestualmente responsabili del procedimento».

Il Comune aveva assegnato, nel dicembre 2008, un contributo di 57mila 600 euro alla San Marco Sport Events.

Ricordiamo che l’amichevole fu giocata il 6 gennaio 2009 al San Filippo. La città ha coperto le spese e concesso gratuitamente lo stadio, in cambio dell’apposizione del logo in tutto il materiale pubblicitario.

Ma la Procura regionale della Corte dei Conti aveva deciso che “l’esborso in questione costituiva danno erariale, in quanto non corrispondeva al raggiungimento di alcuna finalità istituzionale ed era stato effettuato in assenza di documentazione giustificativa”
Inoltre, sempre dalla sentenza della Corte dei Conti: “Il pagamento, infatti, era seguito alla presentazione di una fattura da parte della società senza alcun elemento di specificazione ulteriore né, a supporto, di alcuna dimostrazione delle spese sostenute”.

“E’ necessario – si leggeva infine – che le scelte adottate siano trasparenti e che la spesa sia congrua rispetto ai risultati. Manca una progettualità iniziale dell’evento sia in termini di analisi dei costi complessivi da sostenere che in termini di ritorno di immagine e di promozione del territorio”.

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