Approvato il bilancio consuntivo 2016. PD: «Merito dei nostri consiglieri»

municipio-messina-frontalejpgMessina. Il bilancio consuntivo 2016 è stato approvato nella seduta di consiglio comunale che si è svolta ieri a Palazzo Zanca. Il documento, necessario per stabilizzare oltre 300 contrattisti comunali, è arrivato come sempre in ritardo e approvato all’ultimo minuto utile.

«L’esito favorevole è da ascrivere al senso di responsabilità del Partito Democratico – scrive Paolo Starvaggi, segretario provinciale del PD  – che si è rivelato decisivo per l’approvazione. Come è spesso accaduto in questa consiliatura, il PD ha espresso il proprio voto avendo a riguardo esclusivamente l’interesse dei cittadini e soprattutto dei lavoratori, pur rimanendo politicamente lontano dalla Giunta Accorinti».

«Il voto espresso dai nostri consiglieri presenti – ha proseguito Starvaggi – ha voluto salvaguardare le posizioni lavorative, peraltro in settori strategici della città, messe gravemente a repentaglio, oltre che dai anni di amministrazioni clientelari e strumentali, anche da una Giunta che ha mostrato un profilo di forte irresponsabilità proponendo gli atti propedeutici solo all’ultimo istante utile».

A commentare la votazione del bilancio consuntivo anche il consigliere Libero Gioveni: «Esprimo grande soddisfazione per questo grande risultato raggiunto. L’approvazione del Consolidato rappresentava l’ultimo ostacolo da superare per ottenere il via libera al piano triennale delle assunzioni, con particolare riferimento alla vicenda dei 23 agenti concorsisti che seguo da anni e per i quali ho lottato con loro e per loro fino alla fine. Questo giorno di festa, tuttavia, che si spera per questi ragazzi possa diventare memorabile per l’esito che giungerà da Roma, non può cancellare delle chiare responsabilità politiche di questa Amministrazione che ha tenuto fino all’ultimo giorno col fiato sospeso queste famiglie e l’Aula stessa che con grande senso di responsabilità ha votato un atto turandosi il naso per le condizioni deficitarie in cui è stata costretta per l’ennesima volta a valutare la delibera!».

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