Autorità Portuale, sindacati e associazioni: “Messina tradita da Crocetta e Accorinti”

14991818_1272480039462619_7647912853138891233_nDomani il ministro dei Trasporti Graziano Delrio dovrebbe essere in città, per una visita che ha il sapore dell’ultimo passo verso l’accorpamento dell’Autorità Portuale di Messina con Gioia Tauro. Che la partita sia chiusa, lo ha annunciato il 10 novembre scorso il Governatore Rosario Crocetta. Durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale, il Governatore ha messo una pietra tombale sull’autonomia finanziaria della nostra Authority.

I sindacati Fast Confsal con l’Ugl Mare e Trasporti insieme ai movimenti Vento dello Stretto e #laricchezzavienedalmare e le associazioni Zda e Fare Verde, puntano il dito contro il presidente della Regione e il sindaco Renato Accorinti, colpevoli di non aver difeso abbastanza l’autonomia dell’Autorità Portuale di Messina, che con i suoi 80 milioni di euro rappresenta l’ente più ricco rispetto alle altre dieci “sorellastre” calabresi.

Secondo il segretario regionale Fast Confsal, Nino Di Mento, con l’asse decisionale spostato a Gioia Tauro, Messina rischia di recitare il ruolo della vittima sacrificale: “Ricordo ancora che il Governatore Crocetta dichiarò di essere contrario all’accorpamento con Gioia Tauro, per via delle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel porto calabrese – ha dichiarato – il 10 novembre scorso, è venuto nella nostra città a celebrare il funerale dell’Autorità Portuale di Messina. La nostra realtà è la più ricca tra le undici che comporranno la nuova Authority, morale della favola, Messina potrebbe ridursi a pagare i debiti, ad esempio, dell’Autorità di Corigliano Calabro, perchè se questo sarà il volere del futuro Presidente noi non potremo opporci. Accorinti ha detto più volte che Messina aveva bisogno di un’Autorità Portuale forte, quando è evidente che non sarà così ed anche lui non ha mosso un dito per far si che si creasse questa situazione”.

Il rappresentante sindacale espone poi dei numeri che riguardano il porto di Gioia Tauro: “Basta andare a dare un’occhiata per capire che si tratta di una cattedrale nel deserto, i lavoratori sono in agitazione, mentre la società MTC, che praticamente ha il monopolio del traffico marittimo, ha ben 442 esuberi”.

Il consigliere Piero Adamo non perde la speranza, per lui il futuro dell’Autorità Portuale non è ancora segnato: “Credo che la partita non sia ancora chiusa – ha chiarato il consigliere di SiAmo Messina – noi abbiamo sempre sposato con forza l’idea di un’Authority dello Stretto insieme a Milazzo e Reggio Calabria, ma nonostante i proclami le azioni del sindaco e del Presidente della Regione andavano verso altre soluzioni. La riforma l’ha voluta il Partito Democratico, è chiara la volontà del Ministro Delrio di voler procedere in modo tale da favorire i porti del nord-est. La città deve rispondere, il sindaco mentre parlava dell’Autorità dello Stretto, Messina perdeva la sua autonomia senza che nessuno battesse ciglio”.

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