Autorità Portuale. LabDem: “Necessario l’accorpamento con Gioia Tauro”

labdem“Il futuro di Messina si gioca nell’area dello Stretto. L’accorpamento dell’Autorità Portuale di Messina con quella di Gioia Tauro è un passaggio fondamentale ed è su questo che bisogna lavorare”. A ribadirlo è Giuseppe Fera, coordinatore provinciale LabDem Messina.

“Opporsi significa garantire poltrone e interessi privati -incalza Fera. Di recente il comandante della Capitaneria di Porto Nino Samiani ha posto molto bene i diversi aspetti del problema. Da settembre, quando per primi come LabDem ci siamo pronunciati a favore dell’accorpamento, ribadiamo che questa è la sola strada possibile per fare rinascere Messina e la sua economia”.

In un documento il responsabile provinciale Giuseppe Fera, spiega le ragioni del “sì”. Di seguito il testo:

“Il Piano Strategico della portualità e della logistica è stato approvato in via definitiva dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti con l’obiettivo di rilanciare la competitività del sistema portuale italiano e in particolare quello dei porti del Mezzogiorno, che possono ricevere nuovo impulso dalla crescita delle economie orientali e del continente africano.

La filosofia emergente del documento è quella di superare la vecchia logica legata alla gestione di singoli porti per dare vita a sistemi portuali integrati in grado di valorizzare al massimo le singole specificità di ogni porto e creare reali condizioni di competitività con i sistemi portuali europei.

In tale logica si prevede la sostanziale riduzione delle attuali 24 Autorità portuali, che saranno sostituite da 8 grandi Autorità di sistema portuale. Come si può capire, il cambio di nome da Autorità Portuale ad Aautorità di Sistema Portuale è tutt’altro che formale e tende a sintetizzare a fondo lo spirito del provvedimento.

In tale quadro è prevista l’istituzione di una Autorità di sistema portuale denominata di Gioia Tauro e dello Stretto di Messina, così com’era del resto stato richiesto un anno fa da un documento inviato al tavolo tecnico del Ministero e sottoscritto dai presidenti dei Consigli regionali di Calabria e Sicilia, dai Comuni di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, da organizzazioni sindacali, imprenditoriali e professionali, dalle Università di Reggio Calabria e Messina e associazioni culturali.

Ovviamente, stante la rilevanza della questione non si poteva certo pensare che si fosse tutti d’accordo e, come prevedibile, sono iniziate le prese di posizione critiche nei confronti della scelta. Tralascio in questa sede di commentare le spesso risibili argomentazioni avanzate, che in buona parte hanno in sostanza a che fare con la consolidata tendenza comune alle due sponde a piangersi addosso (Messina tradita, Gioia Tauro tradita e via discorrendo) e alimentate dal peggiore provincialismo e campanilismo.

Voglio semplicemente sottolineare le ragioni fondamentali che ci hanno spinto ad avanzare questa proposta, fortunatamente accolta dal Ministero e che ci auguriamo, come del resto sembra allo stato attuale, sia confermata in via definitiva.

Ragione numero uno. Sono ormai diversi anni che dallo sponda sicula e da quella calabra si discute per promuovere la creazione dell’Area metropolitana dello Stretto e oggi, vista anche la politica europea in tema di assetto del territorio tendente a favorire le grandi concentrazioni metropolitane, con sempre maggiore convinzione da parte di tutti (forse al solo scopo di acchiappare qualche euro?).

La creazione di un’Area metropolitana integrata richiede prima di tutto un rafforzamento e una riorganizzazione del sistema di trasporto (in generale dei trasporti via terra) ma, nel caso particolarissimo dell’Area dello Stretto, dei trasporti via mare, a meno che non si voglia rispolverare il tema del ponte, i quali ultimi hanno raggiunto nello Stretto di Messina, come tutti possono constatare, livelli di efficienza assolutamente indecenti.

Un’unica Autorità Portuale in grado di organizzare al meglio fra le due sponde tratte, rotte, approdi, ecc.., non soggetta a pressioni di vario genere, in grado di contrastare i monopoli e le posizioni consolidate, sarebbe certamente infinitamente più utile ed efficace della attuale situazione (chiedetevi tutti se ha senso una rotta Tremestieri-Villa San Giovanni).

A tutti gli oppositori messinesi e reggini, siculi e calabri, voglio dire con chiarezza: delle due l’una. Se vogliamo veramente che si crei un’Area metropolitana integrata fra Reggio e Messina allora va sostenuto con convinzione il primo vero e concreto passo istituzionale in questa direzione: la creazione di un’unica Autorità Portuale fra le due sponde (che completerebbe, tra l’altro il disegno iniziato con la creazione di un’unica Autorità marittima di navigazione).

Oppure, si può anche legittimamente non essere d’accordo, argomentare interessi traditi, dire che il futuro di Messina è con Catania, ma almeno si abbia il pudore di dire chiaro e tondo che tutti i buoni propositi manifestati sull’Area integrata sono solo chiacchiere inutili e prive di senso e da questo momento in poi Reggio Calabria e Gioia Tauro stanno con Catanzaro e Messina con Catania e Palermo e la smettiamo di organizzare convegni, fare gite in nave e firmare protocolli ai quali non crede nessuno.

Si potrebbe obiettare che a tale scopo sarebbe sufficiente la costituzione di un’Authority tra Reggio Calabria, Villa San Giovanni e Messina, come del resto qualcuno ha proposto. Ma a tale ipotesi si potrebbe rispondere che è impraticabile perché è completamente fuori dalla logica innovativa del Piano nazionale dei trasporti e presupporrebbe lo smembramento improponibile dell’attuale dimensione regionale dell’Autorità di Gioia Tauro che la Regione Calabria farebbe bene a non prendere neppure in considerazione. Inoltre, si tratterebbe di un sistema troppo piccolo, forte solo sul comparto passeggeri, ma insignificante da un punto di vista delle merci e della logistica, che rappresentano il settore trainante e il core business di tutti i sistemi portuali che si stanno configurando.

E qui veniamo alla seconda ragione. La creazione di un’Autorità Portuale Messina-Gioia Tauro darebbe vita invece a un sistema portuale integrato di primissimo ordine, in grado di competere in ogni settore, dal transhipment al traffico merci, fino a quello crocieristico. Un sistema che potrebbe alimentarsi dalle fortissime sinergie che si verrebbero a creare incrociando le grandi potenzialità del porto di Gioia Tauro, (con migliaia di navi che necessitano di forme diverse di assistenza e servizi), con le secolari tradizioni di attività e know how nel settore presenti a Messina (cantieristica, riparazioni, servizi, ecc..) e che oggi stentano ad affermarsi anche per mancanza di spazi adeguati.

Tutti i porti dello Stretto (Milazzo compreso, naturale interfaccia merci-containers) e la complessiva economia dell’area ne trarrebbero un grosso vantaggio anche in vista di due importanti realizzazioni finalmente previste dal Piano nazionale che rilanceranno le potenzialità non solo di Gioia Tauro ma di tutta l’area dello Stretto: la concreta attuazione della Zona Economica Speciale a Gioia Tauro e la realizzazione dell’alta capacità ferroviaria che oggi, come Cristo, ferma a Eboli (Salerno). Una previsione non significa che sarà realizzata, ma affrontare la battaglia uniti come Area dello Stretto e non accapigliandosi in inutili polemiche ci da più forza per vincerla”.

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