Autorità portuale, Crocetta in Aula: “Niente proroga, ma si tuteli sede e autonomia finanziaria”

15032231_1267371829973440_8410832241241505071_nDiscutere sulla sostanza e non sulla forma. Si può sintetizzare così il pensiero sul futuro dell’Autorità portuale di Messina, espresso questa mattina dal presidente della Regione Rosario Crocetta. Durante l’audizione in Consiglio comunale, richiesta da Sicilia Futura, Crocetta ha dato per scontato il no del governo sulla proroga che toccherà invece solo a Salerno, ribadendo l’esigenza di difendere l’autonomia dal punto di vista finanziario e far si che la nuova Authority, dopo l’accorpamento con Gioia Tauro, abbia sede a Messina.

“Dobbiamo pensare ai contenuti – ha precisato il massimo esponente regionale -, è fondamentale che i fondi destinati al nostro territorio non oltrepassino lo Stretto. Sono stato l’unico rappresentante istituzionale che si è opposto fermamente all’accorpamento in nome di un’autonomia siciliana che difenderò sempre. A Messina, invece, la politica ha appoggiato la fusione a patto che si mantenesse la leadership, ma io sapevo che non si sarebbe andati in questa direzione e mi sono opposto fin dal primo momento all’accorpamento con Gioia Tauro. Sono stato più messinese io dei messinesi”.

Duro l’intervento in apertura del capogruppo del Pd Antonella Russo che ha puntato il dito contro l’istanza che la Regione ha presentato al ministro Del Rio, inglobando anche Trapani e Catania nelle richieste di proroga. “E’ necessario un tavolo tecnico con il Consiglio superiore Lavori Pubblici – ha spiegato il consigliere – la gestione amministrativa e giuridica spetta a Messina anche in ragione dello Statuto regionale che andrebbe modificato per permettere a Gioia Tauro di gestire i nostri soldi. I progetti per il futuro della città, a partire dal Patto per la Falce, sono a rischio”.

La risposta, a tratti stizzita, di Crocetta non si è fatta attendere. “Questo è un intervento in politichese, una lingua che non mi interessa. Il Pd non può scaricare su di me la responsabilità dell’accorpamento. Abbiamo avuto diversi incontri tecnici, con un dossier è stata sottolineato al governo il rischio di violazione territoriale e inizialmente avevamo proposto di dividere Messina e Gioia Tauro in una sorta di Autorità consortile. Ma su questo punto il ministero Economia e Finanza non è d’accordo. Ribadisco il mio impegno a difendere Messina che in passato è stata più volte penalizzata, l’accorpamento con Gioia Tauro è come un macigno difficile da gestire, il ministro Del Rio mi ha dato rassicurazioni circa la possibilità di mantenere l’autonomia finanziaria”.

Andrea Castorina

 

 

 

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