Alligo piegato dall’emergenza: «Sia il default che l’amministrazione controllata richiedono grossi sacrifici». E intanto valuta una possibile autogestione

SANTI-ALLIGOHa controllato da vicino le condizioni di salute delle due contrattiste dell’Atm. Ha atteso per dare risposte ai cronisti. Santi Alligo, Segretario generale del Comune e commissario dell’Azienda Trasporti, allarga le braccia. Non avevamo mai ascoltato parole così disperate da un funzionario comunale. In passato avevamo sentito commenti catastrofici ma sempre accompagnati da un pizzico di ottimismo, oggi invece la fiducia nel futuro è stata chiusa in un cassetto. «La situazione di emergenza è stagnante ― dichiara Alligo ― ed è la cosa peggiore. Questa è un’emergenza sociale e la comprendiamo, basta pensare che i comunali di Messina sono in ritardo di una mensilità e non ci sono vie d’uscita pensate nel breve periodo». Quali prospettive ci sono? «Dallo Stato aspettiamo 18 milioni di euro, di più no e meno sì ― continua Alligo ― ma quando arriveranno li dovremo distribuire tra tutti e quindi possiamo solo tamponare. Lei sa che i prossimi fondi giungeranno poi solo a fine febbraio 2013, dunque immagini in che situazione ci troviamo». Dal governo nazionale o regionale, dopo servizi e articoli di stampa, avete ricevuto novità?: «No, non si è fatto sentire nessuno ― replica il Segretario generale ―. Confidiamo che le istituzioni si accorgano di questa emergenza». Anche Alligo ha confermato che il commissario Croce sta valutando le opzioni: dissesto economico oppure amministrazione controllata, dettata dal decreto legge 174 del 2012, e che i tempi per prendere una decisione, anche prima del 31 dicembre prossimo, si sono ristretti. Entrambe le ipotesi presentano uno scenario fatto di “lacrime e sangue”. Con la seconda sarà eliminato tutto il salario accessorio per il personale, ci sarà l’aumento al massimo di tutte le tasse locali, un piano di dismissioni rapido, un Piano di rientro economico per aver ricevuto anticipazioni di fondi statali e a quanto pare una riduzione del 10% in 3 anni del personale. Con il dissesto, invece, gli effetti sarebbero ancora più negativi. «Ecco perché credo sia arrivato il momento di organizzare una Task Force ― conclude Alligo ― come si fa così nei momenti di emergenza. Dobbiamo capire anche noi che bisogna autogestirsi, prima di chiedere anticipazioni. Dobbiamo recuperare le immense sacche di evasione e gestire il patrimonio in altro modo».

@Acaffo 

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