Acqua. Per De Cola è colpa di “quellicheceranoprima”

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. E’ ormai un “must” per l’amministrazione comunale chiamare in causa i governatori del passato soprattutto quando si tratta di dover analizzare problematiche. Anche Sergio De Cola non è stato da meno. Riassumendo i fatti principali dell’emergenza idrica che per venti giorni ha messo in ginocchio Messina, l’assessore ai Lavori Pubblici si lascia scappare una frase eloquente. Guido Signorino ed io incontriamo Galatà , che ci dice della sua bravura e competenza ci dice che lui ha fatto tutto l’acquedotto. Ma allora la responsabilità di questo disastro di rete cittadina è sua o comunque in gran parte sua eppure nei giorni successivi i media gli danno spazio e pubblicano pagine di nessuna utilità per la situazione. 

E’ quanto affermato da De Cola nel suo “diario segreto” in cui propone un’accurata cronistoria della crisi idrica cittadina. Una frase che Consumatori Associati giudica grave.

Abbiamo appreso quindi che il responsabile di tutto sarebbe l’Ing Galatà  – spiega Ernesto Fiorillo, presidente dell’associazione a tutela dei consumatori – è’ una dichiarazione di una gravità incredibile su cui va fatta chiarezza in tutte le sedi”.

“Sembra – precisa Consumatori Associati –  che non ci possa essere alternativa o l’affermazione dell’assessore è vera – prosegue Fiorillo – ed in questo caso l’Ing Galatà è stato esposto legittimamente alla pubblica infamia, ovvero si tratta di un clamoroso tentativo di addossare ad altri 15 anni di mancata gestione dell’acqua, se è vero come è vero che Galatà è andato in pensione 15 anni fa”.

Pertanto Consumatori Associati invita  De Cola, Galatà nonchè i vertici dell’Amam ad un pubblico confronti poiché stanno per essere avviate centinaia di azioni di responsabilità contro l’Amam da Consumatori Associati e Confcommercio per i grandissimi disagi causati dalla mancanza del prezioso liquido. Sottrarsi al confronti implica sempre una ammissione di responsabilità e le proprie affermazioni vanno difese e chiarite in tutte le sedi.

“I commercianti  ed i cittadini di Messina – conclude Fiorillo – non possono rimanere con il dubbio ne si può ipotizzare di indicare un capro espiatorio per nascondere responsabilità di altri”.

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