L’Aula accoglie i nuovi assessori con il solito ritornello: “Accorinti hai fallito”

13015280_1110072872370004_7930203466890613201_nI volti nuovi della Giunta Accorinti dovranno rimboccarsi le maniche per contribuire a raddrizzare la rotta di un’amministrazione comunale che sembra ormai in procinto di schiantarsi contro un muro. Emerge questo dall’odierna seduta del civico consesso in cui il sindaco Accorinti ha ufficialmente presentato ai consiglieri gli assessori Luca Eller e Daniela Ursino. Entrambi, seduti al fianco dei colleghi Ialacqua, Cacciola, Pino e De Cola,  si sono trovati di fronte un clima piuttosto pesante che rispecchia fedelmente l’attuale momento storico vissuto dalla città.

Il primo ad intervenire è stato il sindaco Accorinti, che ha ribadito la propria estraneità a qualsiasi gruppo politico. “Siamo una lista civica – ha spiegato – che vuole lasciare la città in condizioni migliori rispetto a tre anni fa. Non apparteniamo ad alcun partito, sono state dette cose non vere. Si è inizialmente parlato di stretti rapporti con l’Udc,  che poche settimane fa ha addirittura annunciato la sfiducia. E’ un momento delicato, chiedo al Consiglio la massima collaborazione, uno sforzo in nome della città per ridurre il gap amministrativo. Siamo consapevoli di aver commesso degli errori , soprattutto in termini finanziari, e di questo chiediamo scusa ai messinesi, gli unici a dover giudicare il nostro operato. Le nomine di Eller e Ursino non rappresentano una discontinuità con il passato, sono dei cambi utili a migliorare, ma nessuno è stato bocciato”.

Vista l’importanza delle deleghe ricevute, i riflettori sono tutti su Luca Eller, scelto dal primo cittadino come guru del bilancio, a cui spetta il compito di salvare in extremis una città che sembra ormai in coma irreversibile. “La crisi è pesante – ha spiegato Eller – ma credo nel futuro e garantirò il massimo impegno onorando l’incarico che mi è stato assegnato. Bisogna collaborare tutti insieme, altrimenti Messina rischia di finire fuori dai giochi e sulle macerie non si potrà costruire nulla”.

Eppure, nonostante i problemi, c’è chi ancora trova il coraggio di ironizzare e offrire siparietti degni della perfomance di un bravo cabarettista. L’esponente di Forza Italia, Giuseppe Trischitta, si è, infatti, presentato in Aula affiggendo tre emblematici cartelli con cui ironizza sulla presunta influenza politica che avrebbe condizionato il rimpasto di Giunta. Trischitta, durante il suo intervento, ha indossato una maglietta con il logo della lista civica di Accorinti unito a quello di Pd e Dr, a suo dire regia occulta delle nomine di Eller e Ursino. I due – ha dichiarato provocatoriamente Trischitta – avrebbero dovuto essere  presentati, rispettivamente, da Antonella Russo e Elvira Amata. “Accorinti resta in carica solo per evitare il dissesto – ha precisato Trischitta – in altre situazioni sarebbe già andato a casa lo scorso autunno. Il Sindaco ha tradito il proprio gruppo, questa è una Giunta politica a tutti gli effetti. Accorinti non è più il rappresentante del popolo, ma un avversario politico”.12993549_1110073495703275_7653441167248600807_n

Non si è fatta attendere la replica di Antonella Russo, che ha sottolineato come l’appartenenza di Eller al Pd sia ormai simbolica, visto il mancato rinnovo della tessera,  e sulla Leopolda siciliana ha spiegato: “Doveva essere il Sindaco a non partecipare se non ne condivideva i contenuti. Il Pd non ha alcun rapporto con la Giunta e la presenza di Eller non significa nulla”. E’ arrivata la smentita anche dai Dr che hanno ribadito la propria lontananza dall’amministrazione comunale. “Non abbiamo mai sostenuto Accorinti – ha precisato Elvira Amata – abbiamo presentato la sfiducia senza riuscire ad andare avanti, perché altre forze politiche non hanno dato l’appoggio necessario”.

Parole dure anche dall’Udc, che tiene in grembo una ulteriore proposta di sfiducia che verrà presentata a breve in partnership con l’Ncd, con cui formerà l’Area Popolare. “Mi sarei aspettato spiegazioni dettagliate sulla scelta di cambiare la Giunta – ha dichiarato Mario Rizzo – abbiamo chiesto la convocazione del Consiglio proprio per questo. Cambiamo Messina dal Basso ha criticato la scelta di mandare a casa Patrizia Panarello e vorremmo capire cosa c’è dietro tale scelta. Il Sindaco non è più un guerriero, si è nobilitato. Ai nuovi assessori rivolgo i migliori auguri, sappiano che sono appena saliti su una nave che sta affondando. Al Sindaco – continua Rizzo -esprimo tutta la delusione propria della città. Rispetta il Consiglio solo a convenienza, a livello umano non abbiamo ricevuto il trattamento adeguato. Eppure siamo un Consiglio responsabile per il bene della città. Accorinti non può fare finta di nulla,  ha fallito”.

Daniele Zuccarello accende poi i riflettori sull’ormai celebre rimpasto. “Chiedo al Sindaco di ammettere il fallimento di Guido Signorino, che si è ritrovato con un fardello insostenibile sulle spalle. La Panarello è stata invece umiliata. Il cambio in Giunta può essere definito come fallimento o manovra politica, sicuramente non è una rivoluzione culturale. E’ ormai chiaro che Accorinti non vuole uscire dal mondo politico e probabilmente troverà spazio nel Pd, alla faccia dei suoi sostenitori”.

I consiglieri hanno più volte espresso solidarietà a Guido Signorino, letteralmente declassato – utilizzando una metafora calcistica- a ruolo di panchinaro dopo un passato da capitano della squadra Accorinti. Una scelta che secondo il Consiglio lo stesso Signorino non avrebbe dovuto accettare. Analoga vicinanza è stata espressa anche a Patrizia Panarello, fino a poche settimane fa principale bersaglio delle critiche degli stessi consiglieri. Un vuoto di memoria che forse serve a cavalcare comunque l’onda, rinnovando le solite critiche  ad un’amministrazione che finora resta ben salda al proprio posto.

 

Andrea Castorina

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