Atm: l’Aula blocca il contratto di servizio. L’ira di Fenech e Risitano

Consiglio comunale città metropolitanaPresentati in pompa magna i nuovi bus, ieri amministrazione e Atm erano pronti a gioire per la seconda “vittoria” della giornata: l’approvazione, da parte del Consiglio comunale, del contratto di servizio. Un documento, mai esistito fino ad ora, che regolerà i rapporti tra Palazzo Zanca e azienda trasporti. Ma Cacciola e company, dopo quattro ore di seduta, sono usciti a mani vuote dall’Aula. Il Consiglio comunale non ha, infatti, approvato il contratto di servizio Atm: in undici hanno deciso di rinviare la discussione.

I consiglieri si sono imbattuti in un labirinto tecnico e normativo che alla fine non ha prodotto nulla. E ciò potrebbe essere considerata una prosecuzione logica visto che l’importante documento lo scorso 21 ottobre era stato esitato con parere negativo in Commissione Viabilità. In quell’occasione i consiglieri optarono per l’astensione e soltanto Trischitta, Abbate e Carreri votarono positivamente l’accordo.

Nella seduta di ieri pomeriggio il civico consesso ha bloccato tutto. La “colpa” è del consigliere Giuseppe Santalco che ha sollevato dubbi sul dialogo a suon di note tra il dirigente del Dipartimento Mobilità Mario Pizzino e il ragioniere generale Antonino Cama, in disaccordo su tematiche di natura finanziaria riguardanti il consuntivo 2014 che dovrà essere approvato entro il 30 dicembre. Ed è proprio la mancata presentazione dei bilanci che ha indotto i consiglieri a respingere il contratto di servizio, temendo poi di trovarsi di fronte un ulteriore debito fuori bilancio. L’Aula chiede, dunque, un’adeguata copertura finanziaria proveniente da previsionale e pluriennale.

A stigmatizzare l’atteggiamento dei colleghi, sono i consiglieri Lucy Fenech e Ivana Risitano. “Con un intervento in aula ho già sottolineato l’assurdità di un tale spreco di tempo – affermano le due accorintiane – e che nella commissione competente, dove il contratto è stato esitato un paio di mesi fa, nessuno aveva posto le questioni emerse oggi in aula. Se l’aula avesse avuto intenzione di non votare il contratto di servizio Atm prima del bilancio di previsione, non si capisce perché ne abbia cominciato la trattazione questo pomeriggio. Ricordiamo inoltre che il gruppo dei Democratici Riformisti, che oggi ha chiesto ed ottenuto di rimandare la discussione del contratto di servizio Atm, nello scorso febbraio bloccò l’iter del piano di riequilibrio rimodulato nelle more dell’approvazione dei contratti di servizio delle partecipate, affermando allora che fossero propedeutici alla votazione. Ebbene, il piano di riequilibrio lo votarono senza quei contratti che oggi per loro e per tutta l’aula evidentemente sembrano non aver più nessuna urgenza”.

“Il Consiglio si è chiuso con una mozione d’ordine del presidente della commissione bilancio Carlo Abate (gruppo De) che ha ottenuto il rinvio della discussione con una motivazione a verbale che suona più o meno così: “sono giorni di questioni importanti, ci sono i bilanci, domani dobbiamo approfondire per poterli votare con serenità”. Eppure per circa 4 ore si sarebbe potuto entrare nel merito di un documento che è nelle mani del Consiglio dall’ottobre scorso e lavorare ad oltranza per poter dare il nostro dovuto contributo (e non un regalo) alla città e ad un’azienda che si sta rimettendo in piedi e che aspetta impaziente un contratto di servizio che gli permetta di acquisire una sempre maggiore credibilità con i suoi creditori e non solo”.

E intanto i rapporti tra Giunta e Consiglio restano tesi. Con una nota stampa i presidenti della II e della VI Commissione consiliare, Nicola Cucinotta e Donatella Sindoni, hanno ancora una volta rimarcato l’assenza all’incontro dell’assessore alla Mobilità Cacciola, del segretario generale Le Donne e del Revisore dei Conti. Si sarebbe dovuto parlare dell’assunzione dei 32 vigili urbani così come proposto dal consigliere Gioveni. Tuttavia, l’assenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale ha vanificato i lavori.

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