Bluferries convoca Cgil, Cisl e Uil per gli annunciati licenziamenti. Accordi con il sindaco vanno a sfumare

Approdi Tremestieri inaugurazione seconda invasaturaLa Bluferries convoca Cgil, Cisl e Uil il 26 settembre dopo  l’annuncio dell’abbandono del porto storico con il taglio di una nave e di parte dell’organico marittimo.

I confederali segnalano in una nota che possibili accordi tra il sindaco Accorinti, per l’ordinanza antitir, e la società di navigazione vanno a sfumare:

“Bluferries va dritta per la sua strada e convoca ufficialmente per il prossimo 26 settembre i sindacati per procedere alla modifica dell’organizzazione del lavoro, conseguente allo spostamento a Tremestieri, che comporterà logicamente il taglio dei posti di lavoro.

Le speranze che si riponevano nell’annunciato incontro, richiesto dal ministro Lupi, tra la società ed il sindaco Accorinti, vengono così a sfumare.

Anzi, sembra addirittura che l’incontro ci sia già stato davvero e che, così come era prevedibile, non sia servito a nulla, se non a riconfermare le già note posizioni.

Se Lupi pensava di sbarazzarsi del problema rispedendolo, come già fatto, in riva allo Stretto, ed in mano agli stessi contendenti di sempre, dovrà prendere purtroppo atto di essersi sbagliato.

La linea per Palazzo Zanca è già tracciata e non si cambia: tranne le corse per Salerno regolate per fasce orarie, tutti i Tir andranno a Tremestieri in un mercato che dovrà essere spartito tra 3 società armatoriali, mentre pendolari e auto invece tutti a Rada San Francesco e per un solo armatore.

Anche sperando che alla fine almeno l’altro annuncio di Lupi si riveli più concreto, i pendolari avranno comunque meno opzioni e dovranno spartirsi tra i due approdi di Via Campo delle Vettovaglie e di Viale della Libertà.

Questa situazione ad incastro quindi non scongiura nessuno dei rischi paventati riguardo gli occupati, gli utenti e l’economia. Rimodulare le quote di traffico tra gli armatori, lasciando l’intero sistema così com’è non significa purtroppo ragionare su come cogliere le opportunità dell’esistenza di questo mercato, non dà alcuna concreta attuazione dei presupposti della continuità territoriale e, non di meno, rende del tutto inutili gli affanni e gli annunci fatti finora sulla via del mare e via Don Blasco.

Si rafforzano pertanto le ragioni della nostra richiesta. Serve che Lupi convochi nel più breve tempo possibile un tavolo al ministero per definire come regolare la mobilità nello “Stretto” e per realizzare finalmente quel sistema organico di trasporto che, attraverso la creazione delle infrastrutture e dei collegamenti necessari alla multimodalità, possa assicurare il transito di treni, tir e logistica, auto e passeggeri. Un progetto nuovo e complessivo, in cui siano individuate chiaramente le risorse, i tempi, gli obiettivi e si concordi cosa avviene nel frattempo, restituendo così la necessaria garanzia a cittadini, lavoratori ed utenti e, soprattutto, a tutti i soggetti oggi contrapposti”.

 

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Lavoro

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