Università. Cupaiolo-Navarra: è fusione.Dugo: ” Tra loro un patto antico”. Romano si ritira

Universita-MessinaQuando l’obiettivo è comune le alleanze diventano necessarie. Nella corsa alla poltrona di rettore, i professori Giovanni Cupaiolo e Pietro Navarra, ques’ultimo favorito dalla prima tornata elettorale con 687 voti, esprimono compattezza nel segno della discontinuità dal’attuale Rettore, Francesco Tomasello, e il primo, Cupaiolo, cede il passo all’altro, che il voto del primo turno ha dato preferito. Ecco cosa scrivono in una lettera congiunta:

“Cari colleghi, cari amici del personale tecnico e amministrativo, cari studenti,
il risultato del primo turno delle elezioni per il nuovo Rettore ha evidenziato un dato assai significativo: la larga maggioranza della comunità accademica ha sostenuto candidature e programmi che si sono posti in netta discontinuità con l’attuale gestione dell’Ateneo. Questa prima valutazione, oltre a oggettive convergenze che si sono progressivamente accentuate durante il dibattito elettorale, ha portato a prefigurare una visione unitaria per il futuro governo della nostra Università precipuamente ispirata ai principi di democrazia, trasparenza e legalità.
Occorre garantire una gestione più partecipata dei processi di governo dell’Ateneo, che passi dal rispetto di tutte le opinioni, anche attraverso un’opportuna visibilità e trasparenza degli atti amministrativi; l’Università a misura dei suoi studenti, con corsi competitivi e servizi efficienti; l’ammodernamento della macchina amministrativa attraverso la piena valorizzazione delle competenze esistenti; il forte impulso alla qualificazione della ricerca scientifica; la specificità universitaria dell’azienda Policlinico compromessa negli ultimi anni da una inadeguata gestione delle relazioni tra Università e servizio sanitario regionale. Occorre altresì ripensare l’istituto della Fondazione nel suo complesso e l’iter fin qui seguito in vista della sua costituzione.
Il consenso espresso dal corpo elettorale porta ad individuare nella figura di chi ha riportato un maggior numero di preferenze colui che potrà assumersi la responsabilità di guidare la realizzazione di questo progetto con un forte spirito di collegialità e coinvolgimento di tutta la comunità accademica.
Siamo certi che i colleghi, il personale tecnico e amministrativo e gli studenti vorranno condividere questa nostra visione unitaria, riaffermando il forte desiderio di cambiamento già manifestato nel corso del primo turno di elezioni. L’Università di Messina ha la necessità di intraprendere immediatamente una nuova strada”.

Prosegue invece la corsa al vertice dell’ateneo da parte di Giacomo Dugo, secondo dopo Navarra nelle preferenze della prima andata al voto ( 485 voti) e colui per il quale si è verificata la strana votazione: le barre al posto delle croci a fianco al suo nome. Dugo, infatti, confermando la volontà di continuare la competizione, in merito al “passo indietro” di Cupaiolo in favore di Navarra, sospetta si tratti di un patto “antico” e nascosto tra i due candidati.
Lo scrive in una lettera:”

“Nell’ambito dei consueti contatti tra i candidati, che seguono la prima votazione, nell’ottica di ampliare la base del consenso per giungere ad un’elezione quanto più possibile condivisa, si è, infatti, registrato un evento in evidente contraddizione con le basi ideali che si erano volute accreditare nel corso della campagna elettorale: il Prof Giovanni Cupaiolo, che non ha mai perso occasione di esprimere il suo totale dissenso rispetto alla gestione dell’Ateneo e dal Candidato che di essa era stato, sino a poco tempo prima, autorevole protagonista, ha gettato la maschera, ritirando la propria candidatura, a favore di quella del Prof. Pietro Navarra, risultato il piu’ votato dopo la prima tornata elettorale.
Tale scelta, che ha rivelato la vera natura della candidatura del Prof. Cupaiolo, che può essere definita CANDIDATURA CIVETTA, sembrerebbe avere origine per la iniziativa di alcuni suoi sostenitori, di cui sono notorie le aspirazioni nel contesto della futura rimodulazione dell’Organigramma dell’Azienda Universitaria Ospedaliera.
Questo accordo, che porterà certamente indubbi vantaggi anche al Candidato che presenta tale suo passo indietro come “un nobile atto”, non potrà essere condiviso dalla variegata base dei sostenitori dei due candidati, nascostamente legati da antico patto, e, certamente, costituirà un motivo valido per un rimescolamento delle preferenze espresse in prima battuta. Come possono conciliarsi posizioni così distanti come quelle dei Proff. Navarra e Cupaiolo?
Per tale ragione, ritengo doveroso riproporre a tutto il Corpo Elettorale la mia Candidatura, che alla luce di queste recenti operazioni di indubbio stampo vetero-politico, risulta oggi la più limpida e trasparente ed ancor in grado di attirare i consensi di tutti i Colleghi che credono in un rinnovamento della gestione dell’università.
La sopravvivenza della nostra Istituzione, oggi più che mai, è messa a rischio dal perpetuarsi delle vecchie logiche di potere, che ritenevamo definitivamente tramontate.
Assumo tale decisione, forte della coerenza e della linearità delle linee programmatiche sino ad oggi sostenute, che non hanno mai inteso negare quanto di positivo la precedente Amministrazione, in tutte le sue componenti, aveva espresso”.

All’appuntamento del 27 maggio, dunque, sulla scia del ritiro del professore Cupaiolo e, a seguire, anche del professore Antonio  Romano, i nomi in lista rimangono tre: Pietro Navarra, Giacomo Dugo, Adriana Ferlazzo.

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