Vertenza edilizia. Fillea-Cgil: “In Sicilia, Messina perde più posti di lavoro”

operai-edili“Il territorio messinese in Sicilia sta pagando il prezzo più alto in termini di perdita di posti di lavoro nel settore dell’edilizia”: questa la nuova denuncia della Fillea-Cgil Messina a fronte di dati che evidenziano una grave condizione di paralisi occupazionale anche rispetto alle altre realtà siciliane.

Ultimi dati Cassa edile su scala regionale evidenziano: a Messina tra giugno 2015 e giugno 2014 -699 operai iscritti con una percentuale del -15,71%. “La più alta e la più drammatica in Sicilia”, sottolinea il segretario generale della Fillea di Messina Biagio Oriti.

Il prospetto regionale degli occupati in Cassa Edile registra queste percentuali: Agrigento -7,91%, Caltanissetta -2,06, Catania 0,98%, Enna 12,99%, Messina -15,71%, Palermo 0,96, Ragusa 4,69%, Siracusa -8,48%, Trapani 1,10%. La media regionale è -1,86%.

I dati Cassa edile Messina periodo giugno 2014-giugno 2015: da 4.450 operai iscritti a 3.751; imprese registrate da 1.530 a 1.158.

“A livello locale –  osserva Oriti – non c’è più edilizia mentre importanti opere pubbliche attendono ancora di essere sbloccate”.  La Federazione provinciale dei lavoratori dell’edilizia della Cgil  chiama nuovamente fortemente in causa le istituzioni e tutte le stazioni appaltanti per l’apertura immediata di cantieri. 

“Riteniamo anche urgente – fa presente Oriti – la riconvocazione del tavolo permanente in Prefettura con tutti gli enti del territorio, le parti sociali e le realtà del settore per un monitoraggio costante delle opere e degli interventi”.

 La Fillea provinciale dopo le iniziative di questi mesi per sollecitare l’avvio delle opere cantierabili, importanti attività di riqualificazione e messa in sicurezza del territorio che possono portare a nuovi posti di lavoro, avvia ulteriori azioni a sostegno delle rivendicazioni dei lavoratori messinesi del settore per nuova occupazione e per un lavoro regolare.

“Non vorremmo, inoltre – aggiunge Oriti – che dietro a numeri che fotografano un ulteriore decremento di lavoratori avviati si nasconda la grave piaga sociale del lavoro nero”.

Il sindacato torna anche ad evidenziare le conseguenze della paralisi edilizia nell’indotto collegato, nelle aziende della filiera dove si registrano procedure di mobilità per riduzione del personale.

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