Teatro Vittorio, le proposte dei sindacati

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Questa mattina i sindacati hanno proposto le loro idee per il rilancio del teatro Vittorio Emanuele. 

I Segretari Generali di Slc Cgil, Uilcom Uil, Fials Cisal e S.a.di.r.a., in relazione allo stato di complessivo degrado in cui versa l’E.a.r. Teatro di Messina, nel tentativo di redigere un progetto di massima per il rilancio e lo sviluppo del Vittorio Emanuele, scrivono in una nota: «Le cause che hanno portato il teatro a palesare i livelli minimi qualitativi in termini di  gestione, sono evidenti a tutti; di chi siano le responsabilità, del passato e del presente, lo è altrettanto. Nonostante vi sia piena consapevolezza di tutto ciò, nessuno dei responsabili delle istituzioni ha prodotto, ad oggi, azioni utili a mettere un punto per fermare questa deriva distruttiva. Nessun organo istituzionale e politico è intervenuto concretamente a creare le condizioni necessarie per riorganizzare questo importante e unico polo culturale storico della nostra città».

«Noi — continuano —, da mesi denunciamo l’incapacità gestionale della Dirigenza e della loro discutibile organizzazione. Riteniamo, a ragione, che serva da subito avere appropriate competenze, per portare fuori da questo pantano il teatro ed i suoi lavoratori. Ribadiamo ancora che siamo disponibili, responsabilmente, a discutere e integrare questo nostro progetto, ma solo con interlocutori diversi dagli attuali, competenti, capaci, motivati e che abbiano a cuore il futuro del teatro e dei suoi lavoratori, in organico e precari, tutelando mestieri e professionalità di alto e riconosciuto livello». I 10 punti di cui si compone il progetto sono: 

la rimodulazione dello statuto, vecchio di 27 anni, non più attuale alle esigenze economiche, artistiche e politiche del presente e per il futuro;

redigere e approvare la pianta organica, avendo chiaro a quali esigenze artistiche dovrà rispondere il Vittorio. «Bisogna pianificare la sua attività — insistono i sindacati —, che non può prescindere dalla sua vocazione lirico-musicale così come di prosa, adeguandone l’organico allo scopo che si intende ottenere. Ulteriore attenzione per le linee artistiche storiche del nostro territorio e per quelle nuove e sperimentali»;

effettuare l’equiparazione del personale in organico come previsto dalla normativa vigente. «Parallelamente — spiegano — si deve verificare la fattibilità dell’intero impianto progettuale, attraverso la prospettiva che preveda presenza di nuove figure artistiche e professionalità specifiche per l’obiettivo che si prefigge»;

quantificare i costi di gestione in modo innovativo, «partire da una progettualità che quantifichi, coerentemente, gli importi di programmazione per la stagione artistica che si vuole proporre e non viceversa dall’entità della sovvenzione regionale per poi costruire la stagione e rimanerne, così, condizionati»;

attingere a nuove risorse economiche attraverso il Dipartimento Spettacolo per Musica, Lirica e Prosa, nel loro complesso. Utilizzare le risorse dell’Unione Europea, per creare laboratori destinati a tecnici, amministratori, organizzatori e settori artistici. Ricercare ulteriori possibilità di sovvenzionamenti;

creare sinergia con Enti Locali territoriali per attuare un “Progetto di Intervento Culturale” sul Territorio con varie attività. «Realizzare laboratori musicali (molti professori della nostra Orchestra sono disponibili a collaborare) e di avviamento all’espressione teatrale sia per giovani che per anziani nei Quartieri e nei Villaggi della città, soprattutto nei “quartieri-ghetto” tanto trascurati. Le attività inerenti la Musica, dovranno essere sviluppate in collaborazione con il Conservatorio Arcangelo Corelli. Queste attività devono idearsi sia per scopi socialmente utili, che per la formazione di nuovi spettatori, attuando un ricambio ed una crescita che diventi sempre più indispensabile»;

progettare attività di laboratorio, che prevedano risorse e collaborazioni con scuole, Enti e Associazioni, da realizzarsi nei locali dell’Ente Teatro. «I corsi — si legge nella nota — avrebbero temi come “Avviamento all’Espressione Teatrale” (destinato ad attori nei vari livelli di formazione), “Tecnici di palcoscenico” (gli insegnanti potrebbero essere tecnici sia interni che esterni, cui si darebbe un’ulteriore possibilità di lavoro), “Amministratori ed Organizzatori teatrali” (destinati sia a personale interno per aggiornamenti che organizzato come “scuola” e formazione professionale)»;

individuazione di sponsor privati (con studio e utilizzo anche della legge Melandri per la defiscalizzazione degli interventi a favore della cultura, proponendo alla Regione di studiare ulteriori vantaggi per chi volesse effettuare analoghi supporti economici nel territorio siciliano, regione a statuto speciale), con particolare riferimento agli istituti bancari con cui si collabora, per l’utilizzo dei contributi regionali;

realizzazione di spettacoli, mostre e attività, per tutte le navi da crociera che approdano ad appena 100mt dal Teatro (sono circa 500.000 i turisti ogni anno). «Visite guidate al Vittorio (che non graverebbero di costi aggiuntivi di trasporto dei croceristi) — specificano i sindacati — attraverso biglietti dal  costo di 3,00/4,00  euro massimo, con visita all’affresco di Guttuso, spettacolo dell’Opera dei Pupi (con mostra degli antichi pupi della famiglia Gargano), spettacoli e concerti a cura dell’Orchestra del Teatro, visite guidate all’esposizione di costumi realizzati dalla sartoria del Vittorio (che raccontino le opere e la storia del nostro teatro), mostre fotografiche relative alle opere rappresentate in questi anni, ed altre attività collaterali»;

contrattualizzazione di un adeguato “Ufficio Stampa” con personale di comprovata capacità professionale e composto da giovani professionisti, utile per l’immagine del Teatro, che nel contempo, sappia promuovere, ricercare risorse e reperire contratti di Pubblicità e/o sponsorizzazioni. Un Ufficio di rilevante importanza, strutturato per come non lo è in atto.

«Bisogna infine operare — prosegue la nota —, affinché si chiariscano alcuni importanti aspetti gestionali delle strutture che ricadono nel territorio di Messina e della sua Provincia. Ci riferiamo al teatro di Tindari e a quello di Taormina. Parallelamente richiedere al Comune di Messina la gestione artistica del Palacultura, in sostituzione del vecchio Teatro in Fiera ed in attesa di una sua prossima riapertura. Si potrebbe aggiungere il Monte di Pietà come naturale sede estiva dell’E.a.r., così come è stato proposto da tempo da Maurizio Marchetti, Direttore Artistico per le stagioni di Prosa, per svolgere attività anche nella stagione estiva. Questi luoghi non sarebbero economicamente a carico dell’E.a.r. nella loro gestione, ma dell’Ente Locale: il Teatro di Messina si occuperebbe soltanto della gestione delle manifestazioni e collaborare attivamente anche con il proprio personale tecnico interno ed esterno (che così potrebbe trovare un’ulteriore collocazione lavorativa)».

«Le idee le abbiamo — concludono — e siamo pronti ad attivare quei tavoli, tecnico/politici, che possano portare a confronto i pensieri propositivi ed a soluzione le problematiche che paralizzano il teatro, i suoi lavoratori, in organico e precari, e la cultura a Messina. Adesso aspettiamo le istituzioni, tutte ed a tutti i livelli, affinché attivino quelle procedure necessarie al confronto ed idonee all’avvio del percorso, che porti adeguate soluzioni. Chiediamo nuovi interlocutori, capaci e competenti, avulsi da equilibri politici dettati della “vecchia prima repubblica».

Sindacati e lavoratori hanno le idee, lo continuano a dimostrare e sono pronti al confronto: adesso tocca alle Istituzioni.

 

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