Teatro V.E. Fistel Cisl a Palermo: «Linee guida per sinergie tra teatri siciliani»

teatro vittorio emanuele messina«Le poche risorse stanziate dalla Regione costringono a razionalizzare l’attività e allora si redigano le linee guida per le sinergie da porre in essere tra i Teatri siciliani, al fine stabilire le modalità di esecuzione con particolare riferimento alle garanzie occupazionali dei dipendenti e all’utilizzo del personale a tempo determinato». È la richiesta formulata questa mattina dal segretario provinciale della Fistel Cisl, Luigi Risitano, al Capo di Gabinetto dell’Assessorato al Turismo nel corso dei lavori della V Commissione Cultura e Lavoro della Regione all’Ars sulla vicenda del Teatro Vittorio Emanuele.

«Abbiamo precisato come in questi anni la Fistel ha preferito la trattazione dei problemi attraverso appositi tavoli sindacali piuttosto che la sola contestazione mediatica – spiega Luigi Risitano. Ci siamo confrontati con un Consiglio d’Amministrazione non sempre all’altezza della situazione tanto che ne abbiamo anche chiesto le dimissioni. Tuttavia non abbiamo mai fatto mancare la nostra presenza ai tavoli delle trattative e, anzi, abbiamo cercato di elevare il livello della discussione e facendoci promotori di un incontro con la deputazione Regionale».

Il segretario Risitano ha inoltre evidenziato come al Teatro Vittorio Emanuele manchi la figura del Direttore Amministrativo «peraltro oggetto d’inchiesta della Magistratura e ciò ha creato non pochi problemi alla normale attività. Tutto il carico di lavoro — ha aggiunto Risitano — è stato espletato dai dipendenti, anche con assunzione di responsabilità non dovuta». Particolare attenzione durante i lavori della V Commissione è stata data alle tabelle di equiparazione da alcuni mesi ferma alla Regione per le quali il funzionario, dott. Caracausi, ha assicurato la ripresa dell’iter per la definitiva approvazione.

«Il Teatro — conclude Risitano — ha bisogno di certezze e soprattutto di Governo. Tutti gli attori in campo, a partire dalla Regione pongano atti concreti e non populismi o slogan elettorali. Ancora una volta — sottolinea il segretario della Fistel messinese — nella Legge di Bilancio si conferma la volontà di stabilizzare l’orchestra ma non si stanziano le somme dovute. Si esca nell’equivoco. È giusta la stabilizzazione, ma si tirino fuori le risorse economiche. Altrimenti si alimenta una stupida e fuorviante guerra tra poveri, cioè tra i dipendenti».

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