Ospedale di Patti: carenze nel reparto di ostetricia. Insorge la Fp Cgil

fpcgilSovraccarichi di lavoro per il personale infermieristico e rischio salute per le pazienti e i nascituri. Questa la denuncia che arriva direttamente dalla Fp Cgil sulle condizioni che si vengono a creare nell’Unità di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Patti.

Il segretario del comparto della Fp lCg, Carmelo Pagana, denuncia quella che definisce “anomalie”: «Nel reparto in questione, a fronte dei 10 posti letto assegnati (su apposite direttive regionali), ne vengono utilizzati fino al doppio. A rendere ancor più complicata questa situazione – specifica il sindacalista — sono i posti letto di Day Hospital e Day Surgery che spesso vengono  posizionati anche nella sala parto. Ne consegue, infatti, che spesso la normale routine lavorativa quotidiana prevede un’intensa attività ambulatoriale che inizia alle 8.00 e si protrae fino a tardo pomeriggio, incurante degli orari contrattualmente previsti e senza alcuna programmazione».

«A tale attività  — continua Pagana — la partecipazione del personale ostetrico (una unità per turno) è fondamentale per l’assistenza al parto, per i prelievi citologici, per l’esecuzione di tracciati cardiotocografici, per l’assistenza ai tagli cesarei, per l’attività di counseling con le donne, per le visite, per le urgenze e per i corsi di preparazione al parto a questo si aggiunge il non rispetto dei riposi fisiologici previste dalle norme contrattuali e delle stesse leggi europee».

Certe carenze fanno sì che al personale infermieristico, «quasi sempre insufficiente — dichiara Pagana —, viene richiesta oltre all’assistenza alle degenti e all’attività ambulatoriale, l’accettazione burocratica dei ricoveri e spesso il trasporto delle  degenti in sala operatoria, vista la ben nota carenza di figure ausiliarie».

«Fino ad oggi purtroppo – evidenziano Clara Crocè, segretario generale della Fp Cgil, e Carmelo  Pagana –, le nostre denunce, inoltrate al direttore sanitario del presidio ospedaliero non hanno trovato alcune riscontro, ma così non è più possibile andare avanti. Risulta evidente l’insufficienza dell’attuale  dotazione organica, concepita per garantire l’assistenza solo a 10 ricoverati ma che nei fatti, inconfutabili, soddisfa il doppio dei bisogni assistenziali. Si ritiene opportuno — proseguono — rammentare a tal proposito che le dotazioni organiche così contratte sono fonte di incremento, in termini esponenziali, di rischio clinico, con gravi ripercussioni sia per la salute degli utenti che di quella degli operatori e ciò è in netto contrasto con le linee guida assessoriali in materia di riduzione del rischio clinico e di governante».

«Non tollereremo più alcun deficit organizzativo – concludono Crocè e  Pagana. Chiediamo  a gran voce la necessità che i servizi e i reparti vengano dotati del personale sanitario in numero adeguato a garantire i L.e.a. secondo gli standard previsti dalle normative vigenti, altrimenti saremo pronti a portare avanti tutti i provvedimenti del caso».

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