Messinambiente. Fiadel: “ Il licenziamento di Cucè è un sopruso”

messinambiente sedeFiadel (Federazione Italiana Autonomia Dipendenti Locali), interviene in merito al licenziamento del responsabile tecnico di Messinambiente, Natale Cucè.

“Il licenziamento di un dipendente – scrive −, qualunque sia il ruolo in azienda, è sempre un fatto grave che un Sindacato, proprio per il ruolo che svolge a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori, ha obbligo di analizzare e criticare laddove la motivazione del licenziamento non giustifica lo stesso, intervenendo a tutela degli interessi rappresentati”.

“Il 27 marzo scorso – afferma Fiadel − il commissario Straordinario di Messinambiente, Alessio Ciacci, ha licenziato, in tronco, il responsabile tecnico e Rspp Natale Cucè. Il 29 marzo il commissario liquidatore convoca le organizzazioni sindacali per comunicare la nuova struttura aziendale a seguito del licenziamento, comunicando il nuovo direttore tecnico e il nuovo RSPP, esterno all’azienda perché all’interno dell’azienda non ci sono professionalità idonee per svolgere tale ruolo. Su nostra richiesta d’informazioni in merito al licenziamento, la risposta del commissario liquidatore è stata che la causa del licenziamento in tronco è stata il venire meno del rapporto di fiducia, comunicando che non sarebbe entrato nel merito delle stesse per rispetto delle indagini che scaturiranno dall’evento, sia con la proprietà, sia dall’intervento della Magistratura considerato che l’interessato ne ha già annunciato il ricorso. La delegazione della Fiadel, nel prendere atto della decisione del commissario liquidatore, ha manifestato le proprie riserve sull’utilizzo, forse improprio, dello strumento del licenziamento, riservandosi una più attenta valutazione ed eventuali iniziative quando in possesso di dati certi”.

A seguito di un articolo pubblicato su un quotidiano locale, nel quale vengono riportate le contestazioni alla base della mancanza di fiducia quindi del licenziamento in tronco, la FIADEL ha ritenuto opportuno convocare il lavoratore che, oltre a confermarci le motivazioni, ha anche fornito ulteriori particolari in merito.

A fronte di ciò la Fiadel, sulla base delle informazioni ricevute, oltre a ritenere “pretestuose le motivazioni che hanno indotto all’utilizzo dello strumento del licenziamento in tronco, considera lo stesso un atto di sopruso e deleterio per la dignità e non solo del lavoratore coinvolto. Inoltre, a seguito del processo di trasformazione in itinere presso il comune di Messina riguardante la costituzione di un’unica società che incorpori le attuali società municipalizzate (ATO ME3, MESSINAMBIENTE, ATAC e AMAM), tale improvviso licenziamento in tronco può dare adito a supporre che ci sia una precisa strategia, condivisa dal Comune di Messina n.q. di proprietà, a far fuori l’unico Dirigente presente all’interno di tutte le società partecipate titolato a ricoprire il ruolo di apice della nuova società municipalizzata”.

Per questo la FIADEL Messina chiederà “uno specifico e urgente incontro al Sindaco, congiunto con il commissario liquidatore di Messinambiente, al fine di eliminare ogni e possibile strategia contorta alla base del licenziamento in tronco. In caso contrario, nostro malgrado, ci vedremo costretti ad attivare, a tutela degli interessi rappresentati di lavoratori e cittadini, tutte le iniziative opportune anche con il ricorso alla Magistratura”.

“Altro argomento che dimostra oramai l’agonia irreversibile dell’azienda – conclude −, è il ripetersi del ritardo nel pagamento delle retribuzioni che non pochi danni crea ai lavoratori e alle loro famiglie. La Fiadel da qualche tempo ha chiesto al Sindaco di intervenire, cosi come previsto dalla normativa, organizzando il pagamento diretto delle retribuzioni ai lavoratori. Il mancato intervento del Sindaco, che induce mensilmente al ripetersi della liturgia della contestazione, del tentativo di conciliazione per arrivare a uno sciopero che, a parere della scrivente, dà la sensazione di essere il pagamento di un ticket da parte dei lavoratori per aver riconosciuto il diritto al proprio stipendio, non è più tollerabile. Per questo ripetiamo l’invito al Sindaco di intervenire in merito, ristabilendo principi di legalità e trasparenza”.

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