Ispezione Papardo. Uil-Fpl: «Estromessi. E’ il “metodo Tutino”?»

uil fplLa segreteria provinciale Uil-Fp aveva chiesto l’accesso agli atti all’Assessorato regionale alla Sanità per fare chiarezza sulla mancata audizione dei rappresentanti sindacali Giuseppe Calapai, segretario provinciale Uil-Fpl, e Mario Macrì, coordinatore provinciale area medica Uil-Fpl, durante l’ispezione tenutasi all’ospedale Papardo lo scorso 15 maggio.

In quella circostanza, benché fossero stati convocati i rappresentanti sindacali, non vennero sentiti dagli ispettori giunti da Palermo.

Una vicenda per la quale la Uilp-Fpl manifestò nell’immediatezza del fatto le proprie rimostranze.

Oggi, dopo le dimissioni dell’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, le domande e le rimostranza cambiano destinatario. Si rivolgono a Baldo Gucciardi i rappresentanti sindacali, che ancora chiedono all’Assessore chiarimenti in merito alla vicenda e, ribadiscono, la richiesta di accedere agli atti.

“Ribadiamo che l’avvenuta ingiustificata estromissione dalle attività di ‘audit’ degli scriventi – si legge nella missiva – da parte degli ispettori designati, contrasta apertamente con i diritti di partecipazione procedimentale della scrivente Segreteria Provinciale”.

Calapai e Macrì sospettano in questa vicenda possa nascondersi un “sistema di coperture”.

“Non vorremmo nemmeno minimamente immaginare che tali prolungati silenzi ed inadempienze hanno il solo scopo di evitare che emergano fatti e responsabilità precise e ben individuate da parte degli attuali vertici del Papardo e che in conseguenza di ciò l’Assessorato si possa ritrovare, proprio malgrado, alle prese con situazioni simili a quelli che hanno recentemente portato i media, a parlare di metodo “Tutino” per descrivere un sistema di coperture e protezioni che consente a chi ha responsabilità nel settore della pubblica amministrazione di farla sempre franca in barba ad ogni regola di etica, correttezza e legalità”.

Riportiamo, di seguito, il testo della lettera indirizzata a Gucciardi.

“La scrivente O.S. esprime fortissime preoccupazioni e perplessità in merito al mancato riscontro da parte di codesto Assessorato rispetto alle precedente richieste di accesso agli atti già formulata con la precedente nota di questa O.S. del 15/05/2015 e, successivamente, riproposta con le ulteriori note del 18/06/2015 e del 16/07/2015 rinnovando, con la presente, le precedenti contestazioni e rimostranze e rivendicando ancora una volta la necessità dei doveri di trasparenza e di leale cooperazione con le organizzazioni sindacali.

Ribadiamo che l’avvenuta ingiustificata estromissione dalle attività di “audit” dei sottoscritti dr. Giuseppe Calapai e dr. Mario Macrì, da parte degli ispettori designati, contrasta apertamente con i diritti di partecipazione procedimentale della scrivente Segreteria Provinciale che, nell’occasione della presente rinnova e manifesta ulteriormente di essere immediatamente pronta e disponibile a corroborare l’indagine interna per mezzo di dati e documenti in proprio possesso per contribuire a far accertare definitivamente le anomalìe ed irregolarità gestionali denunciate.

Non vorremmo nemmeno minimamente immaginare che tali prolungati silenzi ed inadempienze hanno il solo scopo di evitare che emergano fatti e responsabilità precise e ben individuate da parte degli attuali vertici del Papardo e che in conseguenza di ciò l’Assessorato si possa ritrovare, proprio malgrado, alle prese con situazioni simili a quelli che hanno recentemente portato i media, a parlare di metodo “Tutino” per descrivere un sistema di coperture e protezioni che consente a chi ha responsabilità nel settore della pubblica amministrazione di farla sempre franca in barba ad ogni regola di etica, correttezza e legalità.

Si diffida, pertanto, codesto Assessorato a provvedere alla trasmissione della documentazione già richiesta corredata dell’esplicitazione delle motivazioni per le quali gli ispettori incaricati, nonostante l’esistenza di un’esplicita e formale indicazione in tal senso, hanno invece ritenuto di estromettere i sottoscritti rappresentanti sindacali dalle attività di audit, avvertendo espressamente che in mancanza di riscontro o di trasmissione dei predetti documenti entro il termine di giorni 15 dal ricevimento della presente procederemo alla tutela dei diritti e delle prerogative sindacali ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori ed alla contestuale segnalazione dei fatti alle competenti Autorità giudiziarie per disporre idonee indagini volte all’accertamento di eventuali fattispecie costituenti reato che siano riferibili anche alle modalità concrete con cui siano state concretamente eseguite le attività di controllo ispettivo.”

 

 

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