Cooperative sociali. “Lavoratori senza regolare contratto”: la denuncia di Uil Fpl

servizisociali“Ci sono operatori che lavorano senza regolare contratto di lavoro”. Questa la denuncia della Uil Fpl all’Anac, all’Ispettorato del Lavoro, all’assessore ai servizi sociali, al dirigente di settore e al responsabile della prevenzione e corruzione.
Il segretario generale Uil Fpl, Giuseppe Calapai, e la responsabile del III settore, Laura Strano, nell’esposto si riferiscono soprattutto alla cooperative “Progetto Vita” e “Azione sociale”, elencando una serie di problemi e inadempienze: dal ritardo negli stipendi alla mancata corresponsione del Tfr e al mancato rispetto delle normative previste dal Cnl.
«Gli operatori dei servizi sociali impiegati nelle cooperative – scrivono Calapai e Strano – vivono gravi condizioni di precarietà e disagio economico dovuto ai continui ritardi nella percezione degli stipendi, che sovente vengono corrisposti anche nell’anno successivo a quello di riferimento. In alcuni casi, in sede di passaggio di gestione da una cooperativa alla nuova aggiudicataria del medesimo servizio è invalsa la discutibile pratica della cosiddetta “donazione delle ore” che consiste nella riduzione delle ore previste nel capitolato d’appalto per ciascun profilo professionale , a fini di “solidarietà” e cioè per garantire occupazione ad altri operatori non previsti nell’ organico, ma che risultano in esubero poiché utilizzati per garantire le sostituzioni nel servizio».
«La situazione – continuano dal sindacato – evidenzia che gli organici degli operatori impiegati risultano quindi sottodimensionati rispetto all’effettiva esigenza dei servizi. Tale pratica non accolta con favore da tutti gli operatori potrebbe ipotizzare violazione dei capitolati d’appalto e appare non giustificata all’inizio del servizio considerato che la cooperativa con l’aggiudicazione accetta tutte le condizioni contrattuali stabilite dall’Ente appaltante e cioè numero degli operatori e ore previste espressamente per ciascuno di essi».
Ma, al di là delle difficoltà che i lavoratori devono affrontare, Calapai e Strano denunciano anche altre situazioni: «Nell’incontro sindacale del 30 dicembre per il passaggio dei lavoratori dalla “Progetto Vita” alla “Genesi” è emerso che alcuni di loro inseriti nell’elenco trasmesso dalla ditta uscente sono stati assunti con regolare contratto di lavoro il 5 dicembre 2014 ma, come dagli stessi asserito e dimostrato con la consegna dei fogli firma, erano impegnati nel servizio in parola, fin dal gennaio 2014».
«Gli operatori hanno specificato – continuano i due sindacalisti – che fino al mese di marzo/aprile hanno lavorato a prestazione occasionale e retribuiti con voucher Inps, mentre da marzo/aprile fino al 5 dicembre 2014 non hanno sottoscritto alcun contratto di lavoro».
La Uil Fpl fa notare come la legge preveda che la prestazione occasionale possa essere svolta invia eccezionale e senza continuità, per non più di 30 giorni e 5mila euro nell’anno solare con lo stesso committente, «elementi non ravvisabili in questo caso, pertanto, potrebbe configurarsi l’impiego di lavoratori non messi in regola con le norme previdenziali e assicurative».
«La cooperativa “Progetto Vita” – ricorda il sindacato – non ha, inoltre, corrisposto ancora né spettanze di novembre e dicembre, né la tredicesima, né tantomeno il Tfr agli operatori impegnati nel servizio trasporto disabili del Comune, al punto che sono stati costretti a chiedere che la coop subentrante desse loro un acconto sulla retribuzione».
Nell’esposto presentato dalla Uil c’è spazio anche per il caso del servizio di trasporto degli studenti diversamente abili iscritti all’Università di Messina, effettuato nel periodo 17 giugno 2013-16 maggio 2014, aggiudicato alla Cooperativa “Progetto Vita”.
I quattro lavoratori impiegati nel servizio hanno firmato un contratto con la cooperativa “Comunità per Vivere Insieme” onlus e «nonostante l’appalto sia terminato a maggio 2014 ancora tre di essi non hanno percepito il Tfr».
L’ultimo caso, presente nell’esposto, riguarda la cooperativa “Azione sociale” che gestisce Casa Serena. «I lavoratori non hanno percepito gli stipendi di ottobre, novembre e dicembre» evidenzia il sindacato.
Nell’esposto Calapai e Strano chiedono verifiche sul rispetto delle ore contrattuali previste nei capitolati d’appalto evitando il ripetersi della pratica di “donazione delle ore”.

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