Continuità territoriale. Sit-in, sciopero e assemblea: tutto pronto per il 25 marzo

strettotrasporti“Certezze e non annunci, vogliamo vedere un progetto reale che sostituisca quello presentato a febbraio sullo stop ai traghettamenti sullo Stretto di Messina”.
Lo hanno ribadito a gran voce i ferrovieri della Fit Cisl nel corso del direttivo regionale del sindacato che si è svolto nella sede di via Roma a Palermo.

Domani si terrà alle 10 a Roma un incontro nella sede di Fs proprio sulla questione dello Stretto, “solo i fatti, cioè progetti nuovi potranno convincerci di un reale cambiamento di rotta  ma resta  – ha spiegato Mimmo Perrone segretario Fit Cisl Ferrovie – l’esigenza di un coinvolgimento diretto della Regione che non deve convincere Trenitalia  a potenziare i treni ma deve impegnarsi direttamente in prima persona su questo fronte, chiedendo anche un potenziamento del trasporto merci e soprattutto dei treni a lunga percorrenza. Si acceleri la firma del contratto di servizio con le Ferrovie”.

E cosi torneranno a sollecitare in piazza una svolta reale a Fs e un forte impegno della Regione, i sindacati  Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fast Ferrovie e Ugl Trasporti il prossimo giovedì 25 marzo per protestare contro “i continui disservizi patiti dai viaggiatori, la vertenza del traghettamento dello Stretto  e contro il taglio dei treni a lunga percorrenza e merci”.

Alle 9,30 si terrà il sit in  davanti la sede della Prefettura e subito dopo  alle  11 avrà il via l’assemblea dei lavoratori delle ferrovie e dell’indotto di tutta la Sicilia, al Palacultura, sul viale Boccetta, estesa a tutta la cittadinanza e ai comitati pendolari, che vedrà gli interventi dei segretari confederali e di categoria regionali e provinciali. Previsti circa 800 partecipanti. Lo stesso giorno i lavoratori delle ferrovie sciopereranno per otto ore.

Un occasione il direttivo di oggi, al  quale hanno preso parte anche  il coordinatore nazionale delle Ferrovie della Fit Cisl, Gaetano Riccio, e il segretario Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, per fare il punto sullo stato dei servizi in Sicilia.

Pochi treni, tempi lenti di percorrenza per via di un continuo inserimento di fermate ai collegamenti veloci e una riduzione complessiva di circa 3 mln di Km/treno dal 2008 ad oggi, tratte inadeguate, treni vecchi (età media 20 anni di servizio) che si guastano). In  tutto  circolano 407 treni al giorno (per circa 10 milioni di chilometri), che per una regione che è fra le più estese risulta decisamente insufficiente.  I treni a lunga percorrenza sono ormai un numero esiguo, cinque in tutto. Quattro con destinazione Roma (andata e ritorno da Palermo e Siracusa) e uno solo diretto a Milano da Palermo.  Fino al 2009 erano ben 54, poi il primo taglio a 10 dal 2010, e negli ultimi anni la riduzione a cinque. Sul fronte infrastrutture il sindacato lamenta: “Restano chiuse due tratte la Trapani-Alcamo via Milo e la Niscemi-Caltagirone”.  Per quanto riguarda invece i dati del trasporto regionale, la metà del servizio offerto riguarda l’hinterland palermitano. I restanti 200 treni, che dovrebbero garantire i collegamenti nelle e tra le altre 8 province siciliane, sono risultati del tutto insufficienti.

“La Sicilia – ha commentato il coordinatore nazionale ferrovieri, Gaetano Riccio – ha diritto ai mezzi nuovi e moderni che vengano distribuiti in tutto il resto del paese. Domani di questo vogliamo sentire parlare . Trenitalia confermi la presenza dei treni sullo Stretto, un progetto di dismissione come quello presentato a febbraio che non parli di creare attorno le infrastrutture adeguate, come scale mobili, tapis roulant pensiline per le attese , non è accettabile. Vogliamo parlare di sviluppo del trasporto, questa regione ne ha diritto come le altre”. 

“Il sistema dei trasporti – ha concluso Mimmo Milazzo – risulta fondamentale per il futuro della nostra regione, il sistema infrastrutturale ha troppe lacune da colmare, in questi anni abbiamo riscontrato una incapacità gestionale nella politica dei trasporti  da parte delle istituzioni regionali. Per questo diventa fondamentale la manifestazione del 25 marzo per mettere tutti insieme le forze e chiedere una reale svolta per le ferrovie in Sicilia. Bisogna mettere in collegamento gli aeroporti fra di loro, come Palermo e Trapani e con le principali località turistiche. I servizi adeguati sono una condizione di civiltà irrinunciabile. Si acceleri, dunque, la firma del contratto di servizio con le Ferrovie e si utilizzino le risorse per dare finalmente alla Sicilia un servizio efficiente con l’acquisto di treni adeguati”.

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Sindacale

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